La manifestazione
Sì all’Esselunga, ma “ni” al Carrefour
Secondo l’amministrazione la catena francese non può allargarsi, ma l’opposizione attacca: a tutti le stesse opportunità
MASSA. Esselunga fa passi da gigante: l’ampliamento del punto vendita su viale Roma perde i contorni della proposta e assume quelli del progetto. Arriva infatti, firmato commissione consiliare urbanistica, il primo, ed indispensabile, via libera. Che inaugura un vero e proprio “risiko”: Carrefour, seppur sottovoce, si fa avanti e valuta - in linea con le strategie della concorrenza - di rimettere mano a spazi e distribuzioni. Patata bollente perchè se su Esselunga l’amministrazione sta giocando la partita, su Carrefour si concede (poco, a dir il vero) solo il possibilismo. E lo fa spiegando che le due operazioni hanno profili e contesti diversi. Fattibile l’una, quasi impraticabile l’altra.
Terreno di battaglia questo - e la prova sarà il prossimo consiglio comunale - per l’opposizione che, sul tema delle “pari opportunità”, lancia l’attacco alla giunta Volpi. Ad accelerare il dibattito, la decisione - dicevamo - della commissione consiliare: ha riconosciuto l’interesse generale e diffuso dietro l’operazione Esselunga. Tradotto: un supermarket più grande in viale Roma porta vantaggi a tutta la città. E quei vantaggi si concretizzano - è la tesi dell’amministrazione - non soltanto in una somma da capogiro di oneri di urbanizzazione (destinabili anche al Palazzetto dello sport), ma nella completa ristrutturazione della vicina Villa Rinchiostra con la realizzazione di circa 300 posti auto ad uso pubblico. Strada spianata dunque perché se l’interesse diffuso c’è, c’è anche la possibilità di definire una variante anticipatrice e concretizzare l’operazione. La palla adesso è nelle mani del consiglio.
E proprio in consiglio si accenderà il dibattito sulla richiesta di Carrefour - non ancoraformalizzata - di ampliarsi. L’amministrazione, però, su questo fronte mette paletti ben fermi. Le norme parlano chiaro: alla riqualificazione può accompagnarsi un contestuale ampliamento del 10%. Così se la catena francese volesse riorganizzare gli spazi potrebbe anche “allargarsi” un po’. Altrettanto vero - e questa è l’argomentazione su cui punta l’amministrazione - che a dettar legge in materia di urbanistica è il piano strutturale. E il nostro impedisce - sottolinea la giunta Volpi - che nell’Utoe (area ndr) in cui sorge il Carrefour venga edificato anche un solo metro quadrato. E nell’aumento di volumi - specifica il primo cittadino - rientrano anche i cambi di destinazione d’uso: se Carrefour insomma volesse sfruttare superfici che ha acquistato, dovrebbe comunque chiedere di destinarli al commerciale. E se arrivasse il via libera, quei nuovi metri cubi - rincara la giunta - verrebbero calcolati come nuova edificazione. In netta contrapposizione con lo strutturale. Non solo, il Comune insiste anche sugli indici di saturazione edilizia (quanto costruito in rapporto alle dimensioni del terreno): quello di Carrefour sarebbe già più alto di quello di Esselunga.
Questioni altamente tecniche e di dettaglio su cui però si accende il dibattito politico e sindacale (vedi articolo accanto). Al sindaco Volpi, titolare anche della delega all’urbanistica, il compito di tagliare - sempre che questa sia la scelta della sua giunta - la testa al toro. Lo farà probabilmente durante la prossima seduta di consiglio quando tema all’ordine del giorno sarà l’ampliamento di Esselunga.
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