Italia
Gli Arancioni: «Quel bando sul Guglielmi proprio non va»
La stagione è cominciata ma non è ancora stato ufficializzato il nome del vincitore che dovrebbe ricoprire l’incarico di referente per la Fondazione Toscana spettacolo
MASSA. Il modus operandi scelto dal comune di Massa, per selezionare i suoi collaboratori, è quello dei bandi per curricula, nel segno della massima trasparenza.
Ma, per un motivo o per un altro, qualcosa si inceppa sempre e l’amministrazione va a rilento: è il caso, intanto, del famoso bando per la scelta di un referente del teatro Guglielmi, un bando che, per chi se lo fosse chiesto, è terminato da tempo ed è stato anche assegnato, secondo l’assessore Mauro Fiori, ma di cui non è ancora possibile dare ufficialità. Molte cose non tornano di quella procedura: il bando era scaduto a fine ottobre, le selezioni avrebbero dovuto svolgersi entro i primi 10 giorni di novembre, in tempo per l’avvio della stagione di prosa, partita l’8 ma, dopo oltre un mese, il nome del referente comunale per la Fondazione Toscana Spettacolo ancora non è stato reso noto.
«Il nome c’è- ha dichiarato Fiori recentemente ad Antenna 3- ma il dirigente non mi ha ancora inviato il verbale con cui si da mandato al vincitore per iniziare a lavorare».
Insomma, la commissione ( di cui stranamente Fondazione non ha voluto far parte) ha stabilito chi sia il vincitore, ma questa persona non sta ancora lavorando, eppure riceverà un compenso di 14 mila euro, per un lavoro che lo avrebbe dovuto impegnare soprattutto prima della stagione, per la promozione, la campagna abbonamenti, la biglietteria.
«Gli verrà decurtato parte del compenso- commenta Fiori- perché inizierà tardi il suo lavoro al teatro».
L’opposizione, però, non tace al palese disservizio e alla stranezza della situazione: «L’amministrazione è completamente fuori legge- tuona la consigliera degli Arancioni Carmen Menchini- perché non fornisce gli atti ai consiglieri comunali; io ancora non sono entrata in possesso della convenzione tra comune e Fondazione, perché quell’atto non me lo vogliono dare; sono certa che quando è stato emesso il bando, la convenzione non era ancora stata firmata, cosa che si evincerà dalla data, una volta che ne entrerò in possesso. Va da sé che il bando è impugnabile e inviterò gli esclusi a fare ricorso. Inoltre, dubito che si riuscirà a decurtare una cifra scritta in una convenzione. Con che metodo, con che calcolo? Questa è l’approssimazione della nostra amministrazione».
Intanto il comune di Massa pubblica anche la selezione per il dirigente del settore cultura, un bando aperto agli esterni, dove occorre esperienza amministrativa come categoria D da almeno 5 anni: «Volpi scopre le more di gennaio- commentano gli Arancioni- ; ha capito che non ce la fa a risparmiare sui dirigenti, perché ha bisogno di qualcuno che lavori. Ora ne assume un altro, che sarà un costo per le casse comunali. Ma la faccia, su questa scelta, non ce la mette perché è impopolare».
Una grossa grana attende invece l’Evam, per il cui direttore generale si è chiuso il bando qualche settimana fa. Indiscrezioni ( oltre al fatto che l’ex vice presidente ha depositato da un notaio una busta sigillata con il nome del presunto vincitore) parlano di pochissimi candidati, sei in tutto; ma pare anche che uno di questi curriculum sia stato escluso dai colloqui.
Questa persona che, ne è sicura, avrebbe avuto le carte in regola almeno per partecipare, sta preparando ricorso al Tar, il che potrebbe significare bloccare la posizione per mesi e lasciare Evam senza la figura essenziale del direttore.
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