Toscana
Carrara, studenti in piazza: "Basta con le scuole che diventano piscine se piove o dove cadono persino le vetrate"
Anche il presidente della Provincia Buffoni ammette: "L'80% delle scuole non è a norma dal punto di vista sismico. Servono risorse per un piano di intervento"
CARRARA. Pezzi di intonaco che cadono o, ancora peggio, vetrate che si frantumano nelle palestre. Edifici senza palestre e segreterie piazzate nei corridoi. È questo lo stato di salute delle scuole superiori a Carrara a cui ieri gli studenti hanno deciso di ribellarsi.
Si sono organizzati e sono scesi in piazza, almeno in quattrocento, gioiosi, colorati ma anche arrabbiati, sventolando le loro bandiere rosse della Federazione degli studenti e i loro cartelli: “Volevamo una scuola e abbiamo una piscina”, scrive il liceo linguistico Montessori; “Da loro piove acqua da noi vetri”, firma invece il liceo classico Emanuele Repetti.
“La sicurezza non è un'utopia ma un diritto”, grida invece dal palco in piazza D'Armi, dove poi gli studenti hanno incontrato le istituzioni, Irene Aiazzi, studentessa del liceo classico e coordinatrice della Federazione.
La manifestazione è nata come reazione alla storia del liceo scientifico Guglielmo Marconi, che da anni è dichiarato inagibile per due terzi.Senza palestra (quando piove educazione fisica non si fa), senza laboratori di fisica e chimica, senza la biblioteca. Solo lo scorso anno sono partiti i lavori per mettere in sicurezza i laboratori, che dovevano concludersi il 28 novembre. Ma ancora tutto tace.
“I lavori sono in alto mare - commenta una segretaria Caterina Bischetti – Ma noi pretendiamo adesso delle risposte. Non stiamo parlando solo di agi o comodità ma di un apprendimento che è precluso agli studenti e della sicurezza di tutti messa a repentaglio. Eppure a nessuno sembra importare molto”.
La rabbia dal Marconi si è diffusa a effetto domino tra altre scuole, portando in piazza studenti di cinque istituti in quella che è stata ribattezzata “la marcia per l'edilizia scolastica”.
D'altronde nessuna scuola superiore a Carrara può dirsi realmente sicura. È lo stesso presidente della Provincia, Narciso Buffoni, a dire in piazza D'Armi, dove le istituzioni hanno incontrato gli studenti a fine corteo, che «l'80% degli edifici scolastici non sono a norma per le norme anti-sismiche e quindi bisogna immediatamente trovare un piano A e un piano B per portare i ragazzi in strutture sicure. Piano A significa trovare edifici sicuri dove portare i ragazzi, piano B trovare fondi per gli edifici scolastici presenti. Voi studenti sappiate che noi ci siamo e che stiamo veramente lavorando per trovare la soluzione».
In generale tutte le scuole fanno i conti con una manutenzione inesistente e il risultato è che molti edifici risultano essere pericolosi e fatiscenti. È il caso del liceo classico Repetti dove lo scorso mese, durante una lezione di educazione fisica è caduta una vetrata della palestra frantumandosi sul pavimento.
C'erano oltre 40 studenti. O dell'istituto alberghiero Giuseppe Minuto dove nel 2013 è crollato il tetto. Fortunatamente era domenica. Infine c'è la storia del liceo linguistico Montessori (una delle scuole alluvionate) le cui classi sono sparpagliate qua e là in diversi edifici sul territorio.
Non ha una palestra, la segreteria è composta da un gruppo di banchi nel corridoio e le aule sono sovraffollate. «Siamo in 21 in classe – spiega Lisa Martini, di una quinta – ma quando facciamo le verifiche non possiamo staccare i banchi».
«Abbiamo la scuola con crepe e scale non a norma – spiega Milo Galatà, della 2c del liceo artistico – Non ci sentiamo sicuri, ma noi andiamo lì per studiare!».
Presente in piazza anche l'assessore alle politiche culturali, educative e scolastiche, Giovanna Bernardini, che ha attaccato la Provincia.
«Bisogna fare perizie per capire in che stato riversano le scuole – commenta – ma non bisogna farle fare alla Provincia che si è dimostrata inaffidabile. Bisogna farle fare ad esperti dell'università di Pisa».
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