Il dolore
Ecco il nuovo record di discesa in grotta
Gli “Speleo mannari” hanno raggiunto il fondo dell’abisso Roversi, dentro le viscere della Tambura
MASSA. Gli “Speleo mannari” ce l'hanno fatta. Nonostante il furto delle corde subìto dopo essere entrati in grotta venerdì scorso, hanno conquistato il record italiano di discesa in profondità, dopo aver raggiunto il fondo dell'abisso Roversi, dentro le viscere del monte Tambura sulle Alpi Apuane.
Se la grotta fino ad oggi misurava 1350 metri – la più profonda d'Italia – dopo l'impresa degli Speleo mannari si è allungata di 8.
Ad avere esplorato il nuovo tratto dell’abisso - un sifone dentro un laghetto ancora inviolato allo sguardo umano - è stato uno dei sedici speleologi che hanno fatto parte della spedizione: Luca Pedrali, di Chiari (Brescia), tra i massimi esperti a livello internazionale.
La conquista del record è arrivata domenica e l’ha annunciata lunedì 8 nel primo pomeriggio Gianmarco Innocenti, il lucchese della spedizione, il primo a risalire di tutto il gruppo. Arrivato insieme agli altri sul fondo della grotta, a 1350 metri di profondità, soltanto Pedrali si è immerso nell’acqua.
Un’immersione in solitaria già programmata, in quanto non era possibile portare a quella profondità l'attrezzatura da sub per più persone. E Pedrali è stato scelto perché è il più bravo ed esperto. Secondo quanto ha riferito Innocenti, lo speleosub ha esplorato il sifone per otto metri, poi si è dovuto fermare perché il passaggio era troppo stretto.
Paola Taddeucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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