Il Tirreno

economia

Sì all'ampliamento di Esselunga. E chi lavora al Carrefour "trema"

Chiara Sillicani
Il punto vendita Esselunga nel viale Roma
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Il punto vendita Esselunga nel viale Roma

Vannucci (Rsa Carrefour): così si mettono a rischio i posti di lavoro nella piccola distribuzione e negli altri supermercati. Il settore è già saturo e risente della crisi

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MASSA. L’operazione Esselunga fa passi avanti: la commissione consiliare urbanistica ha riconosciuto che l’ampliamento del punto vendita è di interesse diffuso. Interesse che si concretizza  in una serie di opere che la catena milanese è disposta a realizzare. Prima fra tutte la ristrutturazione di Villa della Rinchiostra. Adesso la palla è nella mani del consiglio che nella prossima seduta dovrà votare il via libera alla variante con cui sarà concesso ad Esselunga di allargare l’area di vendita.

Sull’operazione avanza qualche perplessità Francesco Vannucci, della Fisascat  Cisl e membro della Rsa di Carrefour.    La riflessione del sindacalista muove da due dati di fatto:  la crisi morde  e  il settore commerciale, «già saturo»,  è in forte  sofferenza e - secondo elemento - un supermercato  Esselunga   di dimensioni contenute (quindi non ampliato)  risponde « ai bisogni dei consumatori che lo raggiungono a piedi e, in una zona densamente popolata, lo considerano  una risposte alle esigenze immediate». Leggi: la spesa veloce di ogni mattina.     Non solo, un supermarket più grande  - ritiene il membro della Rsa - nonostante gli interventi in programma, graverebbe pesantemente sulla viabilità della zona. Se  il punto vendita di viale Roma  diventerà più grande - ne è convinto il sindacalista della Cisl - il rischio sarà « il ridimensionamento del personale in  per altre attività commerciali - chiaro il riferimento allo stesso Carrefour - e  la chiusura di negozi di vicinato».  Queste le premesse che -  spiega  Vannucci - farebbero venir meno uno degli argomenti a sostegno dell’ampliamento. Vale a dire:   i 30 contratti di lavoro che Esselunga potrebbe mettere sul tavolo. Nell’ottica di Vannucci - basta tirare le conclusioni del ragionamento - sarebbero soltanto  un riequilibrio di posti persi altrove.

Poi una speranza, «che il provvedimento per la  variante non  sia presentato a ridosso delle festività negando una discussione ampia ed  esaustiva in consiglio dove è giusto che partiti e politici si assumano le proprie responsabilità».

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