Il Tirreno

«La foce del Carrione è pericolosa e va allungata»

di Cinzia Carpita
«La foce del Carrione è pericolosa e va allungata»

Il comandante Menconi torna alla carica dopo gli esposti presentati nel 2011 «Il tappo di sabbia crea problemi a monte: ecco perché bisogna intervenire»

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CARRARA. Sull'opportunità o meno di un prolungamento dell'asta del Carrione verso mare, per ridurre il rischio idrologico per il territorio, ci sono "filosofie" diverse. Chi dice "prolunghiamo" e chi dice "no". A sostegno della prima ipotesi c'è l'idea di un capitano di lungo corso che ha accumulato una montagna di lettere e carteggi con Comune, Provincia e non solo. Sfoglia il suo dossier. Il mio primo esposto sul rischio esondazione del Carrione risale al 4 novembre 2011", dice Francesco Menconi, "e lo indirizzai alla Provincia, al sindaco Zubani, alla Prefettura, al Ministero delle infrastrutture, a quello dell'ambiente. Per il "tappo" alla foce del fiume".

Quel tappo di sabbia che si forma in continuazione e che in questi giorni le ruspe (ma non è la prima volta che lo fanno, anche se gli interventi sono molto saltuari) stanno eliminando, accumulando rena e detriti asportati, sulla riva sinistra dove si è formata una montagnola.

«Già nel 2011 - dice Menconi - chiedevo accertamenti tecnici preventivi, in previsione di piogge torrenziali. Il sindaco firmò un'ordinanza per l'eliminazione degli ostacoli alla foce e i lavori furono fatti. La Provincia comunque rispose che il materiale si presenta a ogni mareggiata e che non rappresentava pericolo, perchè anche in caso di parziale occlusione di una delle due luci del ponte, non ci sarebbero stati problemi per il deflusso delle acque».

Menconi non demorde: scrive alla Provincia e ai vari enti competenti, riguardo verifiche da lui fatte fra i ponti di viale Da Verrazzano e della Covetta: «Dissi che il materiale lo porta la piena del fiume, non la mareggiata", controbattendo alla Provincia. Consiglia uno studio idrologico del torrente e una manutenzione più accurata e costante del suo letto. Nel dicembre del 2011 mandai tutta la mia documentazione al ministero dell'ambiente». Nel 2012 altre missive a Procura e Prefettura.

«Risegnalai la situazione di incuria. Furono fatti interventi di pulitura, e quando ci fu l'alluvione del novembre 2012 l'acqua defluì. Mi congratulai con il sindaco. Ma poi la foce si è ritappata».

Una telenovela, che secondo il capitano di lungo corso Menconi, potrebbe avere un finale positivo, «se fosse presa in considerazine la mia proposta. Intanto, il Carrione ha un letto troppo stretto. E il piazzale portuale Città di Massa non doveva essere costruito: è stato un errore». C'è da ricordare che l'esistenza del piazzale Città di Massa viene contestata anche da associazioni ambientalista e dal geologo Riccardo Caniparoli.

Prosegue Menconi: «Io da tempo propongo una sorta di diga sul lato est della foce del fiume, dalla parte dell'argine sinistro: un prolungamento ricurvo dell'asta fluviale (creando uno specchio d'acqua, per le barche, fra la diga curva e la scogliera a levante, quella lungo viale Da Verrazzano). In pratica portando allo stesso livello in mare le due sponde finali. Inoltre l'alveo va scavato più a monte».

Il capitano Francesco Menconi è convinto che la barra di sabbia che si forma alla foce, «magari non provoca esondazioni a Marina, ma crea problemi più a monte». Con ripercussioni anche a valle. «Potrebbe essere infine studiato un sistema fognario che dal viale XX Settembre entri direttamente nel porto», cioè senza dovere abbattere, come accaduto il 5 novembre scorso, un pezzo di muro portuale per gettare nel bacino l'acqua che aveva allagato il viale e parte di Marina. «Della diga curva ho brevettato il progetto».

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