Finanza
scandalo cremazioni
Genova ha deciso: l’appello si fa a marzo
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L'ex funzionario comunale Fialdini (a sinistra) e il suo avvocato MartiniNon si potrà più contestare l’abuso di ufficio a Fialdini (in primo grado era stato assolto). Ma i reati prescritti diminuiscono
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MASSA. Missione compiuta, anche per merito del Tirreno: la corte di Appello di Genova ha fissato la data dell’udienza del processo di secondo grado sulle false cremazioni del Mirteto. Appuntamento il 13 marzo 2015. L’appello dovrebbe durare un paio di sedute al massimo, quindi la sentenza ci sarà entro l’estate. In tempo per evitare buona parte delle prescrizioni, perché poi la Cassazione a meno di clamorose richieste è abbastanza celere nel sbrigare i fascicoli che le arrivano da tutta Italia. Soddisfatti un po’ tutti, soprattutto le famiglie dei defunti che sono stati dispersi da quelli della Euroservizi e da chi non ha controllato il loro lavoro.
L’incubo prescrizioni. I reati che sicuramente arriveranno a sentenza definitiva sono il peculato e l’associazione a delinquere, almeno per quanto riguarda chi la capeggiava. La prima contestazione si potrà fare fino al 2019, la seconda fino ad aprile 2017. Davanti alla corte suprema quindi ci andrà Renato Alibani, titolare di Euroservizi e ideatore dell’organizzazione secondo gli inquirenti. Ma pure gli operai della ditta che gestiva, a cui è stato contestato il reato associativo, come componenti: sono giudicabili fino a febbraio 2016. La Cassazione avrà un anno di tempo per dire la sua. Lo farà.
Fialdini evita l’abuso. Come era prevedibile, si prescrive il reato di abuso di ufficio che il pubblico ministero aveva contestato all’ex funzionario del settore cimiteri del Comune di Massa, Renzo Fialdini. Reato per il quale, però, Fialdini era stato assolto «per non aver commesso il fatto» in primo grado. Ma contestato nuovamente dal sostituto procuratore Federico Manotti nell’impugnazione della sentenza. Per il falso in atto pubblico - le lettere scritte per certificare la qualità di Euroservizi presso altri enti - invece c’è qualche mese di tempo in più (ottobre 2015). Difficilmente però si arriverà in Cassazione: per il falso il dipendente pubblico era stato condannato a otto mesi.
Il can can mediatico. Il procuratore generale della corte di Appello di Genova, Vito Monetti, dopo le polemiche locali e nazionali ha avuto un occhio di riguardo per il caso cremazioni e ha spinto i colleghi a calendarizzare al più presto l’udienza per dare il via al secondo grado. Del resto Massa era stata molto veloce, nonostante la mole di documenti da notificare, a far arrivare il fascicolo nel capoluogo ligure a settembre.
Chi rappresenterà l’accusa? L’inchiesta è stata condotta dal sostituto procuratore Federico Manotti, poi il magistrato era stato trasferito alla procura di Genova ma aveva seguito il processo ugualmente. Tre anni pesanti per lui, ma la soddisfazione di arrivare fino in fondo. Chiederà di essere il pm anche dell’appello, ma per ora non c’è ufficialità. Lui nega, ma forse l’accelerazione della corte d’Appello è merito suo.
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