Trasporti
«Il Comune affronti il tema cave»
CARRARA. L’assemblea permanente si è strutturata e ha costituito una commissione tecnica. Bene, è proprio quella commissione a concentrarsi sui problemi a monte, sui ravaneti e sull’attività di...
CARRARA. L’assemblea permanente si è strutturata e ha costituito una commissione tecnica. Bene, è proprio quella commissione a concentrarsi sui problemi a monte, sui ravaneti e sull’attività di escavazione. I suoi membri intervengono, in particolare, in merito alle dichiarazioni di Antonino Criscuolo, il funzionario del Settore Lapideo, in sede di commissione consiliare marmo e lavori pubblici: «Il funzionario - il comitato riporta le sue parole - ha detto che “questa volta non c’è stato grande apporto di materiale dal monte, ma resta da risolvere il problema di accumulo delle terre, che però è un’altra cosa”. Un corto circuito cognitivo - secondo l’assemblea - teso a scagionare i bacini marmiferi dalle concause del sovralluvionamento».
Poi l’attenzione del comitato tecnico si concentra su un’altra dichiarazione di Criscuolo: “I detriti depositati da tempo” nel torrente “sono stati trascinati a valle ma si tratta di materiale che era già nel torrente”. Affermazione su cui l’assemblea punta il dito: «E chi ha messo quel materiale? Come arrivano i detriti nel torrente? Non arrivano forse dalle cave?». Poi il riferimento è alla relazione finale del Progetto Marmi Alpi Apuane (Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena): «I ravaneti rappresentano una delle principali fonti del dissesto idrogeologico . Negli ultimi anni infatti, molti ravaneti sono stati interessati da fenomeni di frana rappresentati in prevalenza da trasporti in massa di materiale detritico».
Alla luce di queste informazioni, i membri del comitato tecnico si chiedono a quale scopo «questa amministrazione continui a tenere le orecchie tappate di fronte all’evidenza, sottovalutando un fenomeno tanto grave quanto facilmente risolvibile se solo si decidesse di affrontarlo».
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