Il Tirreno

Emozioni dei Falò sfilano al museo

Emozioni dei Falò sfilano al museo

Iniziativa dei Giovani Democratici in onore della tradizione di San Nicolò

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VILLAFRANCA. Una mostra fotografica, promossa dai Giovani Democratici di Villafranca e Filattiera, presso il salone voltato del Museo etnografico, ha fatto rivivere le emozioni, fissate sulla pellicola, della tradizione del fuoco di San Nicolò.

Un viaggio attraverso le immagini alla ricerca di una tradizione che si perde nella notte dei tempi.

Importantissimo l'apporto dello storico Germano Cavalli, presidente dell'associazione culturale Manfredo Giuliani, che ha spiegato la genesi di questa festa e dei suo significato. Il falò di San Nicolò diviene simbolo di tutta Villafranca non solamente per la sua valenza storica e simbolica, quanto per la sua capacità di aggregare la comunità di fronte al suo fuoco, dimenticando, per un giorno, le varie rivalità che animano, o almeno animavano, la quotidianità di un paese.

Diviene catalizzatore di un'identità popolare che si riconosce in esso e che a lui guarda anche con un pizzico di superstizione.

Il palo è quello che tutti osservano: se questo rimane dritto durante la combustione sarà un anno benevolo, in caso di caduta la negatività bussa alle porte. Importante il passaggio, sottolineato dallo storico, che si ha dal significato pagano sino a quello cattolico.

Se in precedenza il fuoco veniva allestito per allontanare le influenze nefaste nel giorno del solstizio di inverno, con l'intento di replicare il calore che il sole stava perdendo con l'affacciarsi dell'inverno, nell'immagine cattolica diviene simbolo di purificazione, di luce e speranza.

Il fuoco che non è più tale, ma che si trasforma e muta, che diventa catarsi della speranza, della forza e della positività, tendendo a scacciare il buio per dare spazio alla luce.

Il suo stesso calore infonde, alle persone che si stringono intorno a esso, un senso di rinnovata fede nella comunità, uno spirito che è scemato nel corso delle generazioni, ma che, proprio come le sue braci, è ancora lì sopito, basta solo avere la forza di soffiare per fare sì che esso si possa riaccendere.

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