Sicurezza
Alluvione, «ora uniamo le forze»
Incontro pubblico tra presidianti e comitati massesi. L’assemblea: noi però rimaniamo un presidio
CARRARA. È un tentativo di unire le forze, di capire quale strade abbiano battuto quelli che con il fango alle ginocchia ci si sono già trovati. Così gli uomini dell’assemblea permanente siedono intorno ad un tavolo con i comitati alluvionati di Massa. Un incontro aperto al pubblico, un’occasione di dibattito e confronto anche per i cittadini. E i carraresi apprezzano perché la sala dell’autorità Portale, ieri sera, è affollata.
L’assemblea permanente ascolta e raccoglie gli input, ma non si muove di un centimetro e conferma il suo ruolo - non solo di pungolo - ma anche di rottura con la politica e l’amministrazione. A trasformarsi in un comitato, in un soggetto più “istituzionale”, i presidianti proprio non ci stanno e lo ribadiscono senza mezzi termini: «Abbiamo voluto confrontarci con tutte le realtà costrette a fare i conti con i danni dell’alluvione - spiega Paolo Vaira, uno dei membri del tavolo tecnico dell’assemblea - ma non è un nostro obbiettivo costituirci in un comitato, vogliamo che sia fatta luce su quanto accaduto dall’alluvione del 2003 ad oggi e chiediamo le dimissioni degli amministratori e nuovi criteri per le gare d’appalto, nel segno della trasparenza. Lottiamo per ottenere un bilancio partecipato e davvero non lasciamo il presidio. Vogliamo che la città - e propone gli argomenti “motore” del presidio - non sia più in mano agli uomini del marmo: a loro le ricchezze - quasi uno slogan - a noi solo i danni».
Insomma, l’incontro si fa, ma non per ridimensionare i confini e l’identità del presidio che rimane quello che è. I comitati massesi “corteggiano” l’assemblea, ma non la conquistano: i primi contatti - spiega Ivo Zaccagna, del comitato di Partaccia (con lui ci sono anche Stefano Rossi e Stefano Carlone, del comitato Romagnano) - li abbiamo avuti qualche giorno fa: a Roma si costituisce “Mai più”, il soggetto che riunisce tutti i comitati di alluvionati e terremotati. E il viaggio nella Capitale lo fanno anche i carraresi: «Abbiamo parlato a lungo - continua Zaccagna - e noi abbiamo spiegato che costituirsi in un soggetto permette di interfacciarsi con le istituzioni e disegnare percorsi condivisi». Soluzione che - almeno per ora - non conquista i presidianti:«Noi con le istituzioni ci parliamo ugualmente - spiega Paolo Varia, lo abbiamo fatto anche recentemente (vedi articolo accanto), ma vogliamo continuare nella strada intrapresa».
Così l’incontro di ieri all’autorità portuale diventa (rimane solo) l’occasione per fare il punto su risarcimenti e iter e tempi burocratici per ottenerli. Non poco indubbiamente visto le domande e la curiosità dei presenti. Non arriva comunque la svolta: il presidio in Comune rimane, l’occupazione va avanti.
(C.S.)
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