Sicurezza
Provincia, stipendi a rischio «Occupiamo Palazzo rosso»
In agitazione i 300 dipendenti: si parla di 150 posti “da sopprimere”, di ricorso alla mobilità. I sindacati: qui ci vogliono forme non convenzionali di protesta
MASSA. «Siamo pronti a occupare Palazzo Ducale se non ci danno risposte certe sul nostro futuro». È la reazione dei dipendenti della Provincia a margine dell’incontro che si è tenuto ieri mattina in prefettura, tra il rappresentante del governo sul territorio, la prefetta Giovanna Meneghini, i sindacati e le Rsu. Proprio come nel resto del paese, dove domina un allarmismo generale scatenato dalla riforma Delrio, che prevede l’abolizione delle Province.
I dipendenti apuani hanno prima improvvisato un presidio in piazza Aranci, poi si sono riuniti in assemblea nella Sala della Resistenza per avere chiarimenti sull’incontro. A otto mesi di distanza infatti il processo di riordino è ancora in alto mare: le funzioni della Provincia non sono ancora state riassorbite dalla Regione e dai Comuni. Ma intanto si è creato il pasticcio con la Legge di Stabilità approvata dalla Camera che ha fissato tagli agli enti provinciali per 1,2 miliardi di euro e altri 2 nel 2016.
Il neopresidente della Provincia, Narciso Buffoni, ha già annunciato nei giorni scorsi che da settembre 2015 l’ente non riuscirà a pagare tutti gli stipendi dei dipendenti a causa dei tagli (da qui è stato fissato l’incontro con il prefetto a cui però non ha partecipato la Provincia). A questo si aggiunge un emendamento (art. 35 bis, sempre della Legge di Stabilità) che impone il taglio del 50% del personale. Senza però che sia stato indicato quali funzioni sopprimere e chi debba assorbirle. Da qui il caos, o quello che Paolo Guerra, segretario generale Fp Cgil Massa Carrara ha chiamato ieri un “marasma istituzionale che porterà al dissesto della Provincia apuana”. I problemi che si aprono infatti sono due. Da una parte ci sono i servizi. «Il governo se ne frega ma così facendo sul territorio non verranno garantiti i servizi fondamentali – commenta Silvano Leoni, della Cgil Funzione pubblica – Parliamo di scuole, ambiente e settori importantissimi per la comunità». Ma se gli effetti di questo punto si faranno sentire a lungo termine, c’è un nodo che andrà sciolto subito: quello dei dipendenti pubblici che dal prossimo anno potrebbero ritrovarsi senza lavoro. I dipendenti della Provincia sono 300: stando all’art.35, andrebbero “soppressi” 150 lavoratori. Ma dove andranno? Verranno riassorbiti? Verranno messi in mobilità? Il punto è proprio questo: nessuno, al momento, lo sa. L’incontro in prefettura – fanno sapere i sindacati – è servito per fare un punto e il prefetto “si è impegnato a scrivere un verbale e a inviarlo al governo”. I dipendenti pubblici pretendono risposte, che forse arriveranno nella prossima assemblea convocata per mercoledì dalle 8.30 alle 10. «Avremo sicuramente bisogno di forme di lotta diverse da quelle classiche - commenta Leoni - Se dal prossimo anno il 50% dei dipendenti verrà messo in mobilità non avremo tempo per fare presidi o assemblee, ma dovremo occupare».
Melania Carnevali
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