Finanza
«Parrucchieri non ci si improvvisa»
I titolari di saloni: non si risparmia sulla qualità dei prodotti a danno del cliente
MASSA. I parrucchieri non hanno dubbi: in un salone tradizionale - così definiscono le loro attività - un incidente come quello capitato alla 19enne Noemi Bellanca davvero non potrebbe verificarsi. E avanzano anche qualche ipotesi spiegando che la causa del grave danno subìto dalla ragazza potrebbe essere un decolorante 60 volumi, fuori legge in Italia. Chi è alle prese con phon, tinture e forbici da anni, ci tiene a sottolineare che la prima garanzia per il cliente è la professionalità del parrucchiere. Un modo per dire che un episodio non può gettare discredito su un’intera categoria.
Laura Pezzica, titolare del negozio “Non solo ricci” a Marina di Carrara entra nei dettagli e spiega come funziona la decolorazione (il trattamento a cui è stata sottoposta Noemi): «Con i prodotti che utilizziamo nei saloni, non solo apuani ma italiani, il processo chimico si blocca. Questo vale per il colore (dopo 35 minuti) e per la decolorazione per cui - aggiunge - si può utilizzare uno schiarente al massimo a 40 volumi. Non certo a 60: perché - e lo sottolinea - è illegale. Un decolorante così forte - prosegue - può danneggiare il cuoio capelluto».
Replica quindi sulle modalità del trattamento e sui prodotti utilizzati, ma anche su i costi: «Per quel che riguarda il prezzo - prosegue Laura Pezzica - non mi pare davvero che il trattamento fosse low cost ». E snocciola i numeri: «Una decolorazione nel mio salone costa 30 euro, anche aggiungendo i 20 di piega e i 15 del taglio si arriva a 65. La ragazza dai cinesi ne ha spesi 77».
A Laura fanno eco le colleghe Simona Mazzi e Mercedes Reyes Calzadilla, titolari di Reflejos, in via Meucci, a Massa: «Professionalità e formazione sono indispensabili per un parrucchiere. Questo non è un settore in cui improvvisare». E Simona aggiunge: «Dopo la scuola, ho lavorato per 14 anni con un professionista prima di mettermi in proprio. I tempi di posa - scende nei dettagli tecnici - per una decolorazione devono essere calcolati con grande precisione, anche con l’utilizzo del timer. Se Noemi, come ha dichiarato, voleva solo essere più bionda, beh il risultato poteva essere ottenuto con altri mezzi. La decolorazione si effettua solo in casi particolari, quando si vuole “azzerare” un colore per poter effettuare tinte particolari come il rosa o il blu. Durante un processo di decolarazione - simona aggiunge ulteriori precisazioni - non bisogna mai e poi mai avvolgere la testa con il cellophane perchè la copertura determina un pericoloso aumento della temperatura, il capello rischia di diventare chewing gum e il cuoio capelluto si “cuoce” ».
Sul tema costi, anche le titolari di Reflejos ribadiscono che Noemi non ha risparmiato: «Nel nostro salone per un trattamento del genere si spende meno e comunque, in generale, bisogna fare attenzione ai prezzi stracciati perchè spesso sono sintomo di bassa qualità dei prodotti e di scarsa esperienza».
Damiano Meccheri, titolare dell’omonimo salone, in via Bastione, a Massa, in realazione a quanto accaduto a Noemi, sottolinea la scarsa conoscenza dei prodotti: «Il decolorante ha bisogno di una conservazione accurata e di un’altrettanto accurata applicazione, l’uso sul cliente va valutato con estrema attenzione. In ogni caso - fa eco alle colleghe - ci sono molti modi, meno aggressivi, per rendere più biondi i capelli. Non ci si può improvvisare parrucchieri». Poi una riflessione sui costi: «Quando un’attività è aperta al pubblico, la professionalità è dovuta. Anche nel caso di prezzi contenuti a fronte di una qualità ridotta, non sono certo ammessi danni. Chi spende meno, può ritrovarsi un colore più opaco, una piega un po’ fuori moda, un taglio non perfetto, ma certamente non può fare i conti con i problemi di salute».
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