Il Tirreno

Camera di commercio, la Procura non demorde

Camera di commercio, la Procura non demorde

Il procuratore capo a Genova per discutere il riesame e far scattare gli arresti Per gli inquirenti i fatti contestati sono gravi e c’è il rischio della ripetitività

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MASSA. Quella di venerdì prossimo è una giornata importante. Per la procura e per la Camera di Commercio. Perchè dell’indagine sull’ente camerale e sulle società “satelliti” si parlerà di fronte al tribunale del riesame. A confermare la data è lo stesso procuratore capo, Aldo Giubilaro, titolare dell’inchiesta: «Il 12 dicembre sarò a Genova per discutere il ricorso». Ricorso con cui la procura, dopo il no del gip Antonia Aracri, chiede l’applicazione delle misure cautelari per quattro degli indagati. A Norberto Ricci, ex presidente della Camera, ad Alessandro Beverini e Alberto Ravecca (entrambi ex segretari generali) e a Francesca Cordiviola, direttrice amministrativa, la procura contesta, oltre ai reati di peculato e falso ideologico, anche l’associazione a delinquere. Non soltanto: ritiene che esistano per quei quattro indagati le condizioni per la ripetitività delle condotte, quindi, chiede al gip di accogliere la richiesta degli arresti (misura cautelare, dicevamo). Il giudice per le indagini preliminari dice no: non ravvisa (si tratta di ex amministratori camerali) l’ attualità del pericolo. Ma il procuratore capo non demorde e presenta - eccoci al cuore della questione - il ricorso al riesame. Venerdì 12 la discussione a Genova: il tribunale si riserverà. Vale a dire: non si pronuncerà nell’immediatezza, ma – probabilmente - nel corso della settimana successiva alla discussione. La richiesta delle misure è scattata soltanto per quattro indagati perchè gli altri iscritti nel registro (anche per loro l’ipotesi è falso e peculato) avrebbero - secondo gli inquirenti - profili “meno pesanti”, ruoli di secondo piano. L’inchiesta - lo ricordiamo - riguarda le (presunte) spese “allegre” della Camera di commercio e degli enti collegati (Eams, l’istituto studi e ricerche, la biblioteca, il centro di assistenza tecnica). L’ipotesi è che siano stati gonfiati i costi di lavori di modesta entità per distogliere denaro pubblico. Dal filone “principale” ne è scaturito un altro che ha indotto la procura ad aprire un fascicolo a parte. È la vicenda del progetto Eams (agenzia energetica costituita dalla Provincia e partecipata da 13 comuni e anche dalla Ccia) per la costruzione di un impianto fotovoltaico da installare sul tetto del museo del Marmo. Nell’inchiesta sono finiti Maurizio Narra, presidente del Cda di Eams; Gianfranco Oligeri, Anselmo Ricci, Alessandro Caro, Andrea Ghirlanda componenti della giunta della Camera di commercio; Gino Fusco, Norberto Petriccioli del cda dell’Eams e il direttore generale dell’Ente energetico (in sigla Eams) Gianfranco Castrovinci. Secondo la procura il denaro della Camera per questo progetto sarebbe stato speso in modo improprio.(C.S.)

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di Redazione web