Sicurezza
Argine sul Carrione in Procura test decisivo sui pezzi crollati
Stamani il vertice fra i super consulenti e Giubilaro Perizia sui brandelli del muro trovati anche nelle segherie
CARRARA. Slitta di un giorno il vertice in Procura tra i tre super periti, impegnati nello studio del muro crollato lo scorso 5 novembre.
Il professor Raffaello Bartelletti, l’uomo che ha messo sotto la lente di ingrandimento la Torre di Pisa e il Politeama, l’ingegner Giovanni Menduni (ex direttore generale presso il dipartimento protezione civile della presidenza del consiglio) e il collega Andrea Biagiotti, il primo nominato dalla Procura, siederanno intorno ad un tavolo questa mattina. Dopo aver letto e studiato tutte le carte sequestrate nelle scorse settimane, i tre consulenti faranno il punto. E non sarà questa l’unica occasione per un focus sui dettagli tecnici e per ipotizzare - dati scientifici alla mano - le modalità e le cause di rottura dell’argine: la Procura punta infatti ad un accertamento irripetibile sui pezzi di muro sequestrati. E proprio stamani - prime conclusioni dei periti alla mano - il procuratore valuterà la fattibilità di quell’ipotesi.
Il 5 novembre - per spiegare il senso dell’accertamento - quando il muro si sfa come un biscotto nel caffelatte, il fiume Carrione invade via Argine Destro e trasporta quello che del muro a protezione è rimasto.
I resti di quella che sarebbe dovuta essere un’opera di difesa sono (in parte) ritrovati nelle segherie, gli inquirenti li sequestrano e “li affidano” ai consulenti. Un pezzo dell’argine, o meglio un “cadavere di venti tonnellate” come lui stesso lo ha definito, l’imprenditore Giorgio Vanelo se l’è ritrovato nel piazzale della sua segheria, la Doganella, sommerso da fango e detriti.
Bene, ora la perizia su quei “brandelli” potrebbe essere effettuata nella forma dell’atto irripetibile. Detto in parole semplici: le conclusioni tratte verrebbero cristallizzate, evitando di ripetere la procedura in sede processuale. E proprio perché acquista, sin dalle fasi dell’indagine, una valenza processuale, l’atto impone - facile intuirne il perchè - la presenza dei consulenti di parte.
E dunque un eventuale accertamento irripetibile dovrebbe necessariamente essere anticipato dalle iscrizioni nel registro degli indagati, con la conseguente notifica ai diretti interessati.
Iscrizioni - specifica la Procura - di natura formale, anche se è facile desumere che i nomi sul registro saranno quelli di chi, agli occhi delle inquirenti, ha comunque un profilo tale da far desumere eventuali responsabilità penali.
Come annunciato la Procura ha accelerato almeno questa prima fase delle indagini che si aspetta una risposta importante da parte dei super consulenti che dovranno fare chiarezza su quanto accaduto il 5 novembre scorso. E le conseguenze di quell’esondazione sono ancora pesantissime in via Argine Destro. Proprio nei giorni scorsi nella storica segheria Fontanili sono stati demoliti tutti gli uffici resi inagibili proprio a causa dell’onda di acqua, fango e detriti che li ha travolti. Un’altra scena di devastazione, in una zona- quella lungo l’argine crollato più di un mese fa, dove la normalità sembra ancora molto lontana.
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