Sicurezza
Condannato per stalking ex vigile urbano di 76 anni
CARRARA. La perizia presentata dal suo avvocato difensore sosteneva che l’uomo era parzialmente incapace di intendere e di volere quando cercava in tutti i modi di riconquistare il suo amore perduto....
CARRARA. La perizia presentata dal suo avvocato difensore sosteneva che l’uomo era parzialmente incapace di intendere e di volere quando cercava in tutti i modi di riconquistare il suo amore perduto. Che non riusciva, cioè a distinguere il confine, la differenza tra un lecito per quanto insistentissimo corteggiamento e la persecuzione della donna che di lui non voleva più saperne. Per il giudice Fabrizio Garofalo, non è bastato. E così ha condannato Roberto Pantani, 76 anni, ex vigile urbano, a due anni e 20 giorni per “atti persecutori”, cioè per stalking. Il giudice ha stabilito anche che all’uomo sia vietato avvicinarsi alla casa e al luogo di lavoro della “vittima” e che gli sia vietato di telefonarle. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 4 mesi; la difesa aveva reclamato l’assoluzione.
La sentenza del tribunale di Massa mette fine dunque (salvo appello), a una vicenda che ha visto come vittima dello stalking una giovane donna oggi quarantenne che in un primo momento si pensava avesse una relazione sentimentale con il figlio del “persecutore”.
Il signor Pantani era uscito allo scoperto nei mesi scorsi raccontando al Tirreno la sua versione dei fatti. Una versione in cui ammetteva di essere “follemente” innamorato della giovane ma negava di averla mai perseguitata. Semmai di averla riempita di regali, di telefonate, di attenzioni: «Le ho sempre voluto bene, non l’ho mai picchiata nè molestata, l’ho sempre aiutata», diceva nel suo sfogo a cuore aperto in cui raccontava anche di avere, lui, ricevuto una minacciosa visita di due uomini assieme alla ex, ma di non avere mai voluto fare denuncia di questo episodio.
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