Il Tirreno

Syntech, i lavoratori vogliono chiarezza

Syntech, i lavoratori vogliono chiarezza

I timori in una lettera al sindaco: nessuno conosce il progetto imprenditoriale della Metalcromo

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MASSA. Nessuno sapeva del progetto imprenditoriale sulla Syntech della Metalcromo, prima che la notizia uscisse sulla stampa. Né il sindaco né la proprietà. E questo solleva dubbi e paure. A dirlo sono gli stessi lavoratori della ditta che produceva mobili per ufficio in via Catagnina, che adesso chiedono un nuovo tavolo istituzionale sulla vertenza. Dopo mesi di battaglie erano infatti riusciti a ottenere un risultato: un accordo di programma fra le varie parti interessate che mettesse all'ordine del giorno la vertenza Syntech. La proposta di un imprenditore locale di acquisire l'aria smuove quindi acque che si erano calmate. A far storcere il naso ai lavoratori è il fatto che nessuno, a quanto pare, fosse a conoscenza del progetto. «Né Estel né il primo cittadino di Massa, Alessandro Volpi – scrivono in una nota i lavoratori - pur chiamati in causa sanno nulla della buona volontà di un imprenditore di dare una svolta occupazionale all'area abbandonata».

Questo ha spinto le tute blu a prendere carta e penna e a scrivere un comunicato per «raccontare la storia dell'azienda», nata nel 2003 nell'area della ex Olivetti dopo otto anni di lotte.«Una reindustrializzazione che però – scrivono i lavoratori - ha avuto solo 9 anni di nuova occupazione per 45 lavoratori che in poco tempo hanno visto il loro futuro affossato da strategie aziendali di delocalizzazione produttiva, che Estel ha voluto perorare a discapito del territorio apuano». I lavoratori ricordano come con la nuova crisi dell'azienda siano riniziate le iniziative, le battaglie sindacali «atte a rivendicare una nuova prospettiva che salvaguardasse il nostro diritto al lavoro», arrivando all'occupazione della fabbrica nei mesi scorsi (con la cessazione dell'attività) con un'assemblea permanente, «un'azione di visibilità per attirare le attenzioni di politica e cittadinanza sul dramma sociale a cui eravamo nuovamente destinati». Iniziativa appunto sospesa con l'accordo di programma.«È quindi evidente - scrivono- che ciò che oggi ci sollecita a scrivere oggi è il fatto disarmante di scoprire che all'indomani dell'articolo della Metalcromo, dove si dichiaravano una serie di contatti svolti a beneficio del progetto, nessuno sapesse nulla. Chiediamo quindi alle istituzioni locali chiarimenti in merito, chiedendo inoltre alle segreterie provinciali di categoria di attivarsi per l'individuazione di un tavolo istituzionale atto a verificare quanto interesse reale risieda nel progetto annunciato, e soprattutto definendo che qualora tutto fosse solo un sogno raccontato ad alta voce, in futuro sarebbe meglio non giocare con la speranza di chi ha perso il lavoro». (M.C.)

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