Il Tirreno

L’appello della Uil: subito una verifica sulla Chirurgia

di Alessandra Vivoli
L’appello della Uil: subito una verifica sulla Chirurgia

Il segretario Salvadori: la pinza nell’addome è la punta dell’iceberg, da tempo segnaliamo criticità all’Asl

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CARRARA. «La pinza dimenticata nell’addome è solo la punta di un iceberg. La spia, eclatante, di una situazione di difficoltà che coinvolgerebbe il reparto di Chirurgia dell’ospedale carrarese».

È questo il quadro tracciato dalla Uil che entra nel merito di quanto accaduto nella sala operatoria del Monoblocco. Il sindacato chiede all’Asl una verifica sul primariato e punta il dito sulla mancanza di turn over e sui ritmi di lavoro massacrante che si vivrebbero in reparto.

«Sono anni, come Uil, che segnaliamo che in quella sala operatoria le cose non vanno. Il clima interno è pessimo, non c'è la serenità idonea ad affrontare gli interventi chirurgici. L'azienda ha decine e decine di segnalazioni, ma ha sempre fatto orecchie da mercante».

Spara a zero Claudio Salvadori, il segretario della Uil delegato alla sanità commentando l’episodio della pinza dimenticata (e rimossa) dall’addome di un paziente.

«Quella pinza lasciata nell'addome è solo l'ultimo atto - prosegue - è la conseguenza di quando si lavora in condizioni disagiate, è per quel motivo che aumenta la percentuale di sbagliare. E i problemi in quella sala operatoria sono davvero tanti».

E il segretario della Uil quei problemi li snocciola uno per uno, precisando che la direzione dell’azienda sanitaria ne sarebbe già stata ampliamente informata.

«Come spesso accade si manda il personale allo sbaraglio, senza la giusta formazione, i medici poi - prosegue Salvadori della Uil - hanno un comportamento censurabile. E il primario, soprattutto, non crea il clima idoneo per poter operare con tranquillità. In sala operatoria è necessaria la serenità, cosa che in questo momento a Chirurgia non c’è».

E il sindacato manda un chiaro messaggio all’Asl.

«L'azienda queste cose le conosce bene - sottolinea Salvadori - La dirigenza ha tutte le nostre segnalazione e a suo tempo abbiamo fatto anche un'assemblea dove tutti gli operatori del reparto hanno espresso le criticità che devono affrontare nel quotidiano. L'Asl però, anche in quella circostanza, ha fatto orecchie da mercante».

E infine dal segretario della Uil arriva l'attacco diretto. O meglio la richiesta di verifica del primariato della Chirurgia apuana. «Non è che ci sia molto altro da aggiungere a tutte le nostre segnalazioni, solo che la posizione del primario Mirco Lombardi deve esser messa in discussione e su questo adesso l'azienda deve dare delle risposte. Non solo al sindacato, ma a tutti i pazienti e ai cittadini. Noi stiamo ancora aspettando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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