Il Carrione ora è tutto un cantiere: lavori per milioni
Il geologo Barbieri: non posso dire con sicurezza che in alcuni tratti la situazione sia a posto
CARRARA. Cantieri aperti per somme urgenze sul Carrione: per una spesa stimata di massima di circa tre milioni e mezzo. Ma non solo. «La Provincia per ora sta facendo anche lavori non di propria competenza. Inoltre sul fiume sto facendo fare verifiche strutturali a tecnici esterni, che non hanno mai messo mano sul Carrione: collegamenti degli argini, tenuta dei muri. Non mi sento sicuro di dire che in alcuni tratti del Carrione va tutto bene. Occorrerebbe una commissione interna per verificare i progetti». E ancora: «Quel crollo non doveva succedere: da sensazioni ricevute dai tecnici che hanno fatto sopralluoghi, ci sarebbe una difformità grave di esecuzione rispetto al progetto». E’ un fiume in piena, tanto per restare in argomento, il geologo Gianluca Barbieri che solo da una decina di giorni ha avuto il nuovo incarico dalla Provincia: passando dalla Protezione civile alla Difesa del suolo.
Oltre due ore di confronto serrato con la commissione comunale lavori pubblici presieduta da Luca Barattini. La commissione lo incalza, lui risponde a tutte le domande, anche a quelle di alcuni cittadini inviperiti per i danni subiti il 5 novembre scorso.
Rispetto al muro d’argine crollato, «vecchio e nuovo», Barbieri parla di quanto gli hanno riferito: mancherebbe qualcosa nelle fondazioni, ma sono ancora in corso verifiche. Racconta di cosa prevedeva il progetto di rafforzamento di quell’argine: un muro nuovo in cemento, un “piede” in alveo, scogli. Un progetto «omologato dal Genio civile». Parla di alcuni lotti appaltati dalla Covetta fino alle porte della città, di problemi sopraggiunti: legati a «espropri, rischio di revoca dei finanziamenti regionali, rischio di messa in mora da parte delle ditte che non potevano iniziare i lavori».
Tanto per far capire che il capitolo Carrione è complicato. Nel tratto fra l’autostrada e la Covetta due step di finanziamenti, due lotti omologati nel 2004, poi adeguamenti voluti dal Genio civile. «Ma nel nuovo adeguamento mancavano 50 metri», a quanto pare non coperti finanziariamente. «Fu decisa una somma urgenza». In questo quadro descritto da Barbieri, anche la frammentazione di appalti.
I consiglieri chiedono: quali controlli furono fatti dopo segnalazioni di infiltrazioni di acqua nel punto che è poi crollato? Non emersero difformità? Sollevato anche il problema della necessità di asportare i detriti dall’alveo del fiume.
Il tema delle competenze: persone ed enti. Barbieri: «Stiamo verificando tutto. Ma c’è anche un problema di competenze: su questo andrebbe istituita una commissione, perché è una tragedia. La Provincia ora deve dare risposte, anche dove non ha competenze».
E spiega: sui corsi d’acqua di seconda categoria la Regione e una legge nazionale impongono sorveglianti idraulici, per verificare i progetti realizzati in tratti sia pubblici che privati. Tutto ciò non è contemplato per i fiumi di terza categoria, come il Carrione. Di chi è allora la competenza? «Il Testo unico degli appalti indica il direttore dei lavori, che assume l’incarico e rappresenta in tutto l’amministrazione che lo ha incaricato». La frammentazione degli appalti, aggiunge Barbieri è legata ai vari decreti regionali. «Io stabilirei un collaudo in corso d’opera incaricando terze persone. Lo prevedo per le palancolature che si stanno collocando nella zona del crollo». Sulla segnalata infiltrazione lungo l’argine e valle del crollo, sono in atto le opere di impermeabilizzazione (c’è già stato un comunicato di Comune e Provincia).
Capitolo detriti. Oggi ne parleranno le commissioni lavori pubblici e marmo. Al loro accumulo in alveo è legato peraltro il calcolo delle piene: quella del 5 novembre misurata al ponte della Bugia, è risultata di portata storica, ma – è stato osservato - l’altimetro è condizionato dal livello dell’alveo.
Un inciso anche sulle forze della Provincia rispetto a tutti i controlli necessari sul territorio: risorse e personale non infiniti. «Se ci fosse da firmare l’eliminazione delle Province, io come cittadino sarei il primo a firmare», dice Barbieri.
Somme urgenze. Barbieri legge tabelle. I cantiere aperti sono stati tanti. Conclusi: scavi al ponte ferroviario di Avenza e alla foce. Consolidato il muro presso il Fiorino (30mila euro). Opere a San Martino (150mila euro).
In corso: presso l’argine del crollo; a Pontecimato (100mila euro), sbassamento dell’alveo sotto il ponte dell’Aurelia; la pista provvisoria per i camion in area Ceci («nelle risorse è previsto anche il ripristino dei luoghi»); presso l’asilo Le Mimose ad Avenza, in argine sinistro, dopo calcoli e verifiche, si mettono micropali per 120 metri e si consolida l’argine. Verifiche della sponda fra i ponti di via Giovan Pietro e via Covetta-Pucciarelli. Pulitura dell’alveo sotto il ponte di via Giovan Pietro; anche a monte del ponte dell’Aurelia compreso il tamponamento di sifonamenti. Lavori presso via Brigate Partigiane. Argine destro a valle dell’autostarda: verifiche a un sifonamento. Ieri avviata una somma urgenza a Fossola sul canale Bertino.
Infine: sono arrivate 120 offerte di ditte per rafforzare l’argine in via Argine destro in zona ponte Rfi (circa 2 milioni).
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