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Gli esperti sul caso di Noemi: chiedete sempre un test allergico, basta fare un tampone
Massa, i consigli: "Se andate da un parrucchiere che non vi conosce chiedetegli un test allergico sull'epidermide della pelle. Basta un tampone sul braccio. È importante che chi ha una forma allergica lo faccia"
MASSA. «Se andate da un parrucchiere che non vi conosce chiedetegli un test allergico sull'epidermide della pelle. Basta un tampone sul braccio. È importante che chi ha una forma allergica lo faccia presente. Poi sta alla professionalità della persona saper adoperare i propri prodotti».
A dirlo Alessandro Granai, presidente dell'Unione benessere e sanità della Cna per la provincia di Massa Carrara, nonché responsabile dell'Accademia nazionale Acconciatori misti.
«Il primo campanello di allarme deve scattare in presenza di prezzi low cost - spiega Granai - visto che i prodotti applicati al cliente saranno certamente di bassa qualità, anche se nel caso di Noemi si tratta di un tariffario nella media. Al contempo è però importante vedere l'igiene del negozio, visto che noi parrucchieri dobbiamo rispettare delle leggi ben precise che ci obbligano a fare delle disinfezioni».
Ma allora cosa può essere successo a Noemi?
«Possono essere successe due cose - ipotizza Granai - come aver saltato il test allergico o aver adoperato o maladoperato un prodotto di cattiva qualità. Ma non credo si tratti soltanto di una forma allergica, visto che arrivare a un grado di ustione di quell'entità presuppone un tempo di azione prolungato».
Granai comunque non dà la colpa solo ed esclusivamente all'uso della pellicola. «Dipende da quale trattamento viene fatto - spiega il professionista -: a volte le pellicole servono per isolare i capelli e a volte per ottenere una termoregolazione più alta. Può incidere nella negatività, ma non è di per sé la pellicola ad aver arrecato il danno. È il contorno totale il problema. Capelli molto più chiari e porosi ad esempio sono molto più sensibili, come la pelle chiara. Bisogna fare attenzione». (S.T.)
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