Finanza
Fumogeni e cori contro la sede del Pd
Presidiato anche l'atrio del Comune: è la protesta degli Antagonisti contro la riforma del lavoro
MASSA. Cori, insulti e anche fumogeni contro la sede del Partito democratico mercoledì 3 dicembre, nel pomeriggio, in centro storico. Proprio mentre il governo chiedeva la fiducia in Senato sul Jobs Act – con 166 sì, 112 no e un astenuto l'aula ha approvato definitivamente in terza lettura la delega per la riforma del mercato del lavoro nella stessa versione licenziata dalla Camera – lavoratori, studenti, precari e disoccupati, dietro la “bandiera” della “Rete per il conflitto sociale e lavorativo”, sono scesi in piazza per protestare contro la riforma del lavoro.
Come in molte altre piazze di Italia, a Massa una quarantina di manifestanti hanno prima presidiato l'atrio del Comune, «un luogo – ha gridato un attivista al megafono – non scelto a caso visto che il nostro sindaco, Alessandro Volpi, è iscritto al Pd, lo stesso partito che sta portando avanti questa riforma del lavoro che falcidierà tutti i diritti dei lavoratori». Poi si sono spostati in corteo proprio sotto la sede del partito democratico in via Dante, nel pieno centro cittadino. Lì è stato srotolato uno striscione e “occupato” per qualche minuto l'ingresso della sede.
Sono partiti insulti contro gli esponenti dem, barricati dentro la sede. «Siete dei ladri e mafiosi» e «prima ci dite che Berlusconi è il nemico poi governate insieme, vergogna». E poi ancora fumogeni e grida. «Andate in miniera così capirete cosa è il lavoro». Pochi minuti sotto la sede del Pd, poi il corteo è ripartito per tornare al punto di partenza, il Comune, dove presidio si è sciolto. «Chi è iscritto al Pd è complice della macelleria sociale che sta attuando questo governo – dice un attivista - Le piazze si stanno ribellando e continueremo a farci sentire».
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