Gioco
Scultura anti eternit posizionata nella notte davanti al municipio di Massa
Blitz dello scultore Lorenzo Rappelli: "Non trovo spazi per esporre la mia arte". La sua statua provocazione fatta rimuovere dai vigili
MASSA. Polmoni in terracotta anneriti e, accanto, una lastra di amianto. È l’ultima statua provocazione dello scultore massese Lorenzo Rappelli, apparsa la notte di martedì in via Ghirlanda, davanti a palazzo comunale.
La stessa che apparse un anno fa in piazza del Duomo a Pietrasanta e che oggi si carica ancora di più di significato e di valore: sono passate appena due settimane infatti dalla sentenza Eternit, processo finito senza colpevoli per disastro ambientale, perché il reato “si è estinto per intervenuta prescrizione”.
E si carica ancora di più in un territorio come quello apuano, maglia nera in toscana per i morti di amianto (133 casi di mesotelioma registrati dal 1988 al 2010, il 10% del totale della regione). Sulla statua è appeso infatti anche un cartello “Eternit Fibronit Quante volte ci devono ancora uccidere?”.
E' lo stesso artista a spiegare il senso della sua opera. "È una visione allegorica della recente questione processuale dell'eternit – spiega al Tirreno - La nota vicenda ha scatenato l'indignazione dell'Italia intera e non solo e io voglio invitare l'osservatore a una riflessione critica su come la vicenda è stata condotta e soprattutto sulle conclusioni sciagurate alle quali si è giunti. Mi auguro che il nuovo corso investigativo che prevede indagini sul reato di omicidio possa scaturire compagini di maggior equità”.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.10421283:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/il-blitz-nella-notte-dello-scultore-rappelli/40319/41306]]
Artista di 56 anni, attento alle tematiche sociali, Rappelli dice di aver a lungo cercato una via “istituzionale” per esprimersi e di aver “trovato sempre le porte chiuse. – commenta - Vorrei poter esporre una selezione delle mie sculture ma i canali di accesso mi sono preclusi. E allora io impongo, in qualche modo, la mia arte con queste performance estemporanee nelle quali depongo in una piazza centrale una delle mie opere. I passanti riescono, o meglio sono obbligati, così a notarla e spero ad apprezzarla. Già un anno fa collocai una mia statua in terracotta al centro della piazza del duomo di Pietrasanta con un blitz analogo. Adesso - conclude - ho deciso di posizionare la mia opera in centro nella mia città. Così che la gente, i miei concittadini, possa ammirare e giudicare il mio talento”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
