Il Tirreno

Prc: fiducia a scadenza

«L’area di Villa Ceci non si tocca»

Il partito su marmo, urbanistica e portualità incalza la giunta

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CARRARA. «Su marmo, urbanistica e portualità serve un cambio di passo in tempi brevi, anzi brevissimi: la nostra fiducia ha una scadenza, più simile a quella dello yogurt che al latte a lunga conservazione». E’ un messaggio chiaro quello che parte dai vertici di Rifondazione Comunista, a seguito del consiglio comunale di venerdì dedicato all’alluvione. Dopo la presa di distanze del consigliere di Rc Giuseppe Scattina, ora il segretario provinciale Giulio Marchi, quello comunale Piero Marchini e il capogruppo Massimo Menconi confermano la fiducia all’amministrazione carrarese, con molti se e qualche ma: a iniziare dal Piano Strutturale, con una richiesta di “retromarcia” sulla perequazione che spianerebbe la strada a nuove edificazioni a Villa Ceci. L’alluvione del 5 novembre, hanno spiegato i rappresentanti di Rc, ha dimostrato la funzionalità del parco come cassa di espansione del Carrione, dunque – ha detto Massimo Menconi - «Villa Ceci non si tocca».

Ma le perplessità di Rifondazione rispetto ad alcuni punti dell’operato del sindaco Zubbani e i suoi, sono antecedenti all’evento alluvionale. «Avevamo già manifestato i nostri dubbi a settembre, nel corso di un incontro con il sindaco: gli avevamo segnalato che alcuni temi, inseriti nelle linee programmatiche, venivano trascurati, già dalla precedente legislatura» spiega Piero Marchini. Secondo Rifondazione, infatti, su marmo, sanità, sicurezza del territorio, urbanistica, portualità e partecipazione, l’amministrazione non ha fatto abbastanza e anche su questo avrebbe dovuto essere incentrata la verifica di maggioranza prevista per l’autunno. L’emergenza alluvione, da un lato, ha imposto un rinvio di questo test politico ma, dall’altro ha fatto emergere le problematiche del nostro territorio, che partono dai monti e arrivano fino al mare: «Dobbiamo ristabilire gli equilibri tra monte e mare che devono essere una priorità per la nostra agenda politica» ha detto Giulio Marchi, indicando come priorità assolute il regolamento degli Agri Marmiferi e il ripensamento di alcuni progetti urbanistici.

Ancor più nel merito di questi temi è entrato Massimo Menconi che senza tanti giri di parole ha parlato della necessità di «una rettifica su Villa Ceci, per fare marcia indietro sulla possibilità di perequazione prevista dal Piano Strutturale che spiana la strada a nuove costruzioni». Non solo: sui temi della puntualità, i rifondatori chiedono maggiore attenzione alla gestione della foce del Carrione e non nascondono le perplessità sui progetti di ampliamento dello scalo commerciale e di realizzazione del porto turistico. Ma è sul fronte lapideo che Menconi, da presidente della commissione Marmo, mette i paletti: «Dobbiamo procedere sul regolamento degli Agri, se la Regione sarà pronta bene, altrimenti dobbiamo farlo da soli» ha detto il capogruppo, dicendosi «stanco di fare l’equilibrista con le spalle larghe». Insomma terminata l’emergenza l’amministrazione dovrà fare quel cambio di passo promesso da tempo, altrimenti concludono da Rifondazione Comunista «siamo pronti a prendere le dovute misure».(c.ch.)

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