Il Tirreno

"La bolla papale era un regalo" chiesta l'assoluzione del collezionista

Alessandra Vivoli
Un'aula di tribunale
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Un'aula di tribunale

Documento sparito dalla Curia
Per il pm il reato non sussiste

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MASSA. "Quella bolla era un regalo. Nessun furto, nessuna ricettazione". SI avvia verso la conclusione il processo che vede sul banco degli imputati un collezionista di opere anitca, l'ex bancario Nunzio Canone.

Il pubblico ministero ha chiesto lìassoluzione, perchè non sarebbe stata dimostrata l'ipotesi accusatoria.

L'avvocato della difesa si è associato, chiedendo anche al giudice che, qualora venisse condannato l'ex bancario, dovrà essere considerato correo dello stesso reato anche il parroco che, da 15 anni, era a conoscenza di quel documento. Che proprio il collezionista massese gli aveva fatto vedere. Non solo, l'avvocato di Canone ha chiesto pure che la bolla venga riconsegnata al suo assistito, e dovrà poi essere lui a donarla alla Curia.

Si avvia alla conclusione una vicenda complessa che ha avuto al centro del contendere una bolla papale di Urbano VIII, documento che per Massa ha un'importanza storica straordinaria, e del quale si erano perse le tracce nel primo dopoguerra: con questa bolla del 1629 che il Pontefice decise che si sarebbe edificata l'abbazia di piazza Aranci, demolita poi nel 1800.


La bolla papale era sparita negli anni successivi alla fine della prima guerra mondiale. Il documento era stato censito nell'archivio capitolare, di esso c'era traccia negli archivi vaticani, ma era stato inviato in copia unica alla Curia vescovile di Massa in quanto "soggetto" direttamente interessato al contenuto di quella bolla.
Per riavere tracce della bolla sono dovuti passare più di ottant’anni. Il 22 giugno del 2010, il nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Firenze fa una perquisizione in un appartamento di Massa, dove vive l’ ex dipendente di banca finito sotto accusa.

E tra edizioni rare di libri e volumi di pregio storico, è salta fuori la bolla papale del 1629.

All'ex bancario, Nunzio Canone, assistito dall’avvocato Gaggi, venne contestato il reato di ricettazione: secondo l'accusa sarebbe entrato illecitamente in possesso dei libri e della bolla.

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di Redazione web