Il Tirreno

Bancarelle e polemiche, caos alla fiera

Bancarelle e polemiche, caos alla fiera

Maxi camion oscura la boutique Gabrielli, Avis “emarginata” in via Rosselli rinuncia a prendere parte alla manifestazione

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CARRARA. Se il maxi banco (o meglio il camiopn super moderno) della porchetta e degli hot dog oscura uno dei negozi storici della città la fiera di San’Andrea a Carrara si apre al’insgetna della polemica.

Nel mirino finisce la nuova riorganizzazione delle bancarelle, che le ha fatte passare da 270 a 163, ha provocato anche una riasegnazione dei posti. La conclusione è che ieri mattina lo storico negozio Gabrielli, da trentacinque anni in via Roma, si è visto completamente "tappato" da un maxi camion di porchetta e hot dog.

"Una situazione paradossale - spiega la contitolare - con l'ombrello non avevo neppure lo spazio per il passo. Dall'interno del negozio non si vede non solo la strada, ma neppure il cielo".

E così davanti al negozio "oscurato" sono arrivati i vigili, l'assessore alle Attività Produttive Fabio Traversi e l'architetto Bessi.

E, soprattutto, dall'amministrazione è arrivata anche una spiegazione: «Con la riassegnazione dei posti della fiera si scelgono le metrature da occupare, in base alla legge regionale. Quindi quel camion non sarebbe fuori legge perchè rispetta i metri quadri che avuto come assegnazione».

E da Palazzo civico è arrivata comunque una mediazione: grazie alla collaborazione di una altro commericante, che ha un banco di pentole sempre in via Roma, di dimensioni decisamente più ridotte, per la mattinata di stamani, verrà effettuato un cambio. Con attenzione anche a ristabilire i varchi per gli accessi ai negoz».

Intanto per il negozio Gabrielli è stata una domenica in stile bunker: l'attività è rimasta aperta, in occasione della fiera. «Lo facciamo per la città - spiega Gabriella Gabrielli che insieme al fratello gestisce da anni il negozio - perchè chiudere non sarebbe giusto».

E, intanto, l’associazione Avis sbatte la porta e diserta la fiera di Sant’Andrea. E spiega l’accaduto nella pagina Facebook dell’associazione.

«Oggi, alla Fiera..non ci siamo - si legge nella nota - Abbiamo provato, abbiamo chiesto e ottenuto autorizzazione, e questa mattina abbiamo scoperto che il posto "riservato" alle associazioni di volontariato era in Corso Rosselli. Era fuori Fiera.

Abbiamo cercato di far capire che un posto del genere non aveva senso, che non era di passaggio, e che era lontano dalla gente. Ma nulla.

Abbiamo cercato di far capire il ruolo delle associazioni di volontariato e l'importanza che anch'esse dovevano avere in una manifestazione come quella odierna. Ma nulla.

La risposta che ci hanno dato è stata quella che prima devono pensare a chi ha la concessione , a chi ha pagato o è pronto a pagare per lo spazio.

E' vero...noi non paghiamo concessioni.

Noi di Avis, come tutte le altre associazioni di volontariato, ci limitiamo a metterci al servizio degli altri. Ci impegniamo "solo" a favore di chi è in difficoltà. La Corte Costituzionale dice che noi siamo coloro che esprimo quella " libera e spontanea espressione della profonda socialità che caratterizza la persona stessa".

Oggi non siamo alla fiera...abbiamo atteso sino alle 9,45 per avere un posto...che ancora non arrivava. E così siamo venuti a casa».

«Un pò amareggiati, ma fieri - si chiude la nota dell’Avis -Fieri, perchè noi siamo diversi. Noi, quando doniamo, non facciamo preferenze. Noi non chiediamo concessioni. Non facciamo pagare.Noi siamo contenti così. Noi...doniamo e basta».

Alessandra Vivoli

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