Sicurezza
«La candidatura di Volpi resta un punto di svolta»
Provincia democratica rivendica la giustezza dell’iniziativa La Provincia al Psi: «Lavoro ineccepibile della commissione»
MASSA. La candidatura Volpi alla Provincia era più che legittima, anzi l’unica possibile secondo le regole dettate dalla direzione regionale del Pd. Rivendicano la giustezza dell’operazione politica gli aderenti alla lista Provincia democratica e promettono che continueranno nell’azione di pungolo al rinnovamento del Pd e parlano di «punto di svolta».
«Era in campo una ipotesi condivisa da un'ampia base di attivisti e autorevoli esponenti e dirigenti PD che vedeva Alessandro Volpi candidato a Presidente - si spiega in una nota - La segreteria provinciale di domenica scorsa ha invece preso un'altra strada disattendendo anche le regole ratificate dalla direzione regionale del 1 agosto scorso per la selezione dei candidati. Quali convinti sostenitori della candidatura Volpi abbiamo cercato il dialogo e la mediazione politica sino a quando è stato possibile e, a tempo quasi scaduto, si è deciso di presentare un'altra lista : "la provincia democratica".
Molti di noi, nel frattempo, avevano sottoscritto e presentato un ricorso d'urgenza agli organi regionali. I tempi strettissimi non avevano consentito la convocazione del collegio di garanzia, ma ciò non aveva impedito al presidente on. Agostino Fragai di emanare una nota con la quale accoglieva in pieno la denuncia politica promossa dai firmatari.
La decisione di presentare una lista all'ultimo tuffo non poteva che generare confusione e, in quei momenti concitati, sono stati commessi errori e dimenticanze. Anche questo a dimostrazione del fatto che non vi era nulla di pre-organizzato. Tutto ciò non affievolisce il sincero rammarico per l'impossibilità di veder rappresentate tutte le istanze dei territori della provincia.In seguito all'esclusione da parte dell'Ufficio Elettorale abbiamo analizzato tutte le possibilità di ricorso interpellando diversi e qualificatistudi legali. Avendo quindi verificato la assoluta scarsità di possibilità di accoglimento di un ricorso d'urgenza, sia per la lista del presidente, sia per la lista dei consiglieri, abbiamo deciso di soprassedere lasciando aperta comunque l'ipotesi del ricorso per via ordinaria che ci lascia più margini di tempo. Il punto politico è comunque segnato e se, come auspichiamo, ci saranno cambiamenti, vorrà dire che la nostra azione sarà stata determinante. Il fronte di rinnovamento che si è costituito sta trovando molto consenso ed entusiasmo in tutta la provincia e, in questo quadro, l'affidamento dell'incarico a Marco Remaschi di supervisore con il compito di "verificare le numerose problematiche segnalate negli ultimi mesi da iscritti e di riferire in merito, in tempi celeri, al fine di adottare i necessari atti conseguenti", non può che incoraggiarci nel proseguire con convinzione l'azione avviata».
La Provincia replica al Psi.
«Sulla vicenda della presentazione delle liste dei candidati alle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale si pronuncerà il Tar della Toscana, sulla base del ricorso presentato dal Psi. A ricorso pendente ogni valutazione di merito mi sembra inutile - dice il commissario della Provincia Osvaldo Anfgeli -. Quello che mi preme respingere nel modo più assoluto è l'accusa rivolta dal patito socialista alla commissione elettorale, le cui decisioni e comportamenti avrebbero, secondo il Psi, "contribuito ad aggravare il clima di sfiducia nella partecipazione democratica". Definire trasparente il lavoro svolto dalla commissione è fin troppo ovvio e credo che nessuno possa confutarlo: organo prettamente tecnico ha esaminato con cura tutte le richieste di candidatura e presentazione di liste alla luce della normativa vigente e delle linee guida emanate dal ministero dell'interno. Della decisione di ammissione e ricusazione è stata data immediata comunicazione agli interessati e in copia a me e alla Prefettura. Ho letto la missiva e, pur non entrando nel merito, posso dire di aver capito chiaramente le motivazioni che hanno portato la commissione a ricusare la lista del Psi. Si può essere d'accordo oppure no e il diritto consente di percorre tutte le strade ammissibili per far valere la propria posizione. Non è consentito dal diritto formulare accuse fuori luogo tese ad adombrare il lavoro di un organo tecnico e che finiscono, quelle sì, con il gettare discredito verso la pubblica amministrazione in modo gratuito e non giustificato».
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