Il Tirreno

«Stop alle opere a mare» Ecco l’altolà dei versiliesi

«Stop alle opere a mare» Ecco l’altolà dei versiliesi

L’associazione “I Paladini” vuole che prima sia fatta una verifica sull’erosione «Pronti a presentare un esposto in procura e chiedere di bloccare tutti i cantieri»

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MASSA. «Stop alle opere a mare senza una verifica sullo stato dell’erosione». L’appello è dei Paladini Apuoversiliesi, un’associazione nata nell’agosto del 1999 con l’obiettivo della difesa dell’ambiente costiero. «Come gruppo – spiega la responsabile Orietta Colacicco - siamo stati presenti al convegno voluto dal Comune di Forte dei Marmi in occasione del centenario. Da una parte chiediamo oggi come allora che siano sospese tutte le opere a mare, prima di arrivare a uno studio comprensoriale». E sottolinea il paladino Umberto Donati: «Stiamo considerando un esposto alla procura per evidenziare il danno ambientale e chiedere di bloccare le opere previste nella riviera apuana».

Colacicco ribadisce anche che «bisogna tornare ad essere centinaia e centinaia, per difendere un territorio che tutti residenti e non residenti amiamo, ma anche la sua economia e i suoi posti di lavoro. A Forte dei Marmi non siamo ossessionati dall’erosione - ha sottolineato ancora Colacicco citando il convegno dei giorni scorsi – ma i Paladini sono allarmati per la parte apuana e preoccupati per la parte versiliese, anche perché se non si interviene, non si sa come e se si potranno festeggiare i 200 anni di Forte dei Marmi. Non a caso, l’erosione avanza sempre più da Marina di Carrara verso Viareggio e già è apparsa, pur debolmente a Forte dei Marmi nella parte più a nord verso Cinquale. Nel corso degli anni molteplici e diversi sono stati gli interventi sulla costa apuana e i risultati a volte non sono stati quelli ipotizzati. Per molti degli esperti colpevole è il Porto di Carrara, costruito negli anni ‘20, che, come ha ricordato il responsabile dell’autorità portuale, “sulla base delle conoscenza attuali non sarebbe mai stato costruito”. Eppure, hanno sottolineato i Paladini, già allora si conosceva una relazione della Commissione Lizzoli del 1802 che affermava che nel caso si fossero realizzati i porti di Carrara e di Viareggio si sarebbe verificata una perdita di 200 passi di spiaggia ogni 52 anni. È quello che è accaduto».

«Certo - conclude Colacicco - appare curioso che i Paladini a lungo inascoltati, già il 5 febbraio 2003 avessero proposto «uno studio di analisi dettagliata dei fenomeni erosivi lungo tutta l’unità fisiografica da Carrara a Viareggio, consistente nella stima quantitativa della loro evoluzione nel tempo, nella classificazione delle varie zone secondo un indice di rischio, che tenga conto della gravità del processo erosivo, nell’individuazione delle tipologie ottimali di intervento per la salvaguardia e il ripristino del litorale».

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