Il Tirreno

Cala il fatturato, da Spezia partono tanti marmi locali

di Cinzia Carpita
Cala il fatturato, da Spezia partono tanti marmi locali

L’amministratore: «Il 2014 chiude con un 5-7% in meno di movimento merci Localmente le imprese non fanno sistema. Funziona la partnership col Pignone»

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CARRARA. Il porto chiuderà il 2014 con una perdita fra il 5 e il 7 per cento relativa al movimento delle merci; e con un calo di fatturato attorno al 4-5%. Colpa, dice l’amministratore delegato Paolo Dello Iacono, della crisi economica generale che influisce sui traffici marittimi, ma anche di problemi interni come l’attesa delle autorizzazioni regionali per il dragaggio dei fondali soprattutto all’ingresso del porto, che consentirebbe di accogliere navi di maggiore pescaggio e stazza come sta avvenendo nei porti del mondo. La situazione attuale limita il porto e pone problemi di competitività..

Cala il fatturato ma arrivano i riconoscimenti Rina. Mentre ci sono varie preoccupazioni, l’impresa portuale locale può appendere alla parete la certificazione di qualità e sicurezza ottenuta dal Rina (fra i più importanti organi certificatori a livello europeo). «Siamo l’unica impresa portuale ad avere attualmente questo riconoscimento in Italia. Ciò – dice Dello Iacono – consentirà ai nostri clienti di primaria importanza come Tenaris, e General Electric di avere garanzie ulteriori sui nostri servizi». La certificazione vale tre anni durante i quali il Riona effettuerà visite ispettive per verificare la permanenza dei requisiti oggi riconosciuti al porto di Marina. L’amministratore della Porto di Carrara spa, annuncia che l’obiettivo 2015, sarà quello di ottenere anche il Best Four, cioè completare il quartetto delle certificazioni con l’ottenimento di quelle per l’ambiente (rispetto dei parametri su emissioni atmosferiche, smaltimento rifiuti) e l’etica (non discriminazioni fra i lavoratori dipendenti).

Fra le certificazioni già in essere, c’è anche quella denominata Fitok: il porto ha al suo interno la possibilità di sterilizzare il legname che serve per le operazioni di imbarco di merci destinate a Pesi aderenti a un trattato internazionale.

La formazione. Fra gli aspetti positivi, c’è in programma una serie di corsi di formazione “esterni”del personale (quelli interni di riqualificazione avvengono già sul personale in forza): significa, spiega l’ad, formare professionalità che in parte sostituiranno i lavoratori che andranno in pensione (quindi rientra nel turn over), e in parte per avere addetti da impiegare nelle attività portuali connesse, ad esempio legate al materiale del Nuovo Pignone che entra in porto. «Se aumenterà l’attività del Nuovo Pignone e di altri nostri clienti, potrebbe aumentare anche l’organico del porto».

L’argomento dei corsi, sarà probabilmente uno dei temi che verranno affrontati il primo ottobre prossimo in Regione, dove istituzioni- cioè Comuni di Carrara e Massa, Provincia – Nuovo Pignone e Porto spa faranno il punto sulla situazione rispetto all’accordo di programma siglato.

La necessità del dragaggio. Fra le note dolenti Dello Iacono ci mette il dragaggio.. «I soldi ci sono, mancano le ultime autorizzazioni. Vanno aumentati i fondali sia all’ingresso che agli accosti, per far entrare navi di maggiore pescaggio e stazza». Il 13 settembre scorso la Capitaneria di porto ha emesso un’ordinanza per avvisare i naviganti che il pescaggio massimo è attualmente di 9,80 centimetri in ingresso e uscita dla porto. Nell’ordinanza viene anche detto che per alcune navi ci sono stati problemi: una in agosto ha toccato il fondale di ingresso, un’altra con elevato pescaggio, questo mese ha avuto difficoltà. Evidentemente alla Porto spa fremono affinché il dragaggio avvenga quanto prima. Ma è in programma nel 2015. «Non si può pensare – dice Dello Iacono – di allargare i traffici finché le condizioni dei fondali in porto saranno queste. E mi auguro che la Regione nel dare le proprie autorizzazioni non sia un pachiderma. Carrara fa parte della Toscana non ci sono solo i porti di Livorno e Piombino».

Il bilancio: «Soffriamo come altri porti. Il premier Renzi parla di ripresa economica ma crediamo che non la vedremo prima di tre o quattro anni. E il porto, come tante altre imprese, potrebbe fallire in futuro».

Marmi che partono dalla Spezia. Il calo da cosa è caratterizzato? «A fine anno chiuderemo con un 5-7% in meno nella movimentazione. Soffrono soprattutto le importazioni di granito e le esportazioni di granulati. Nel marmo c’è un lieve incremento dei grezzi ma non di blocchi di bianco di Carrara: molti di questi partono con una linea dalla Spezia per il Nord Africa». Perché non scegliere il porto di Carrara? L’ad sostiene che «localmente non si fa sistema, ogni impresa pensa per sè, sta magari a lesinare su un euro in più o in meno per i noli.. E comunque l’export di blocchi rappresenta non più del 25% del totale della movimentazione. Fino a settembre l’import/export di blocchi si attesta su 575mila tonnellate di cui solo 170mila in esportazione, e non c’era solo il bianco di Carrara, ma anche Botticino e altri marmi».

L’intesa che funziona. Va abbastanza bene il traffico di tondini, ma non basta. «Complessivamente avremo un calo di fatturato del 4-5% rispetto al 2013. E’la partnership con il Nuovo Pignone che rappresenta l’elemento importante. Gli effetti delle nuove megaturbine che saranno costruite li vedremo nel futuro, attualmente stiamo movimentando altri materiali del Pignone: fra agosto e settembre abbiamo impegnato più di dodici navi fra sbarchi e imbarchi».

L’occupazione e il nuovo Prp. Oltre ai previsti corsi di formazione, l’occupazione a che livelli è? «Garantiamo 200 dipendenti fra Porto spa (che ne ha 144) e le altre partecipate. Più l’indotto. Il nuovo piano regolatore portuale – dice Dello Iacono - potrà incrementare l’attività. Nel 2015 sono previsti i fasci di binario ferroviario all’interno dello scalo». Insomma, preoccupazioni ma anche prospettive. «Sì – conclude Dello Iacono - e per lo sviluppo del porto di Carrara abbiamo intenzione di seguire i nostri clienti anche se dovessero localizzare parzialmente la loro attività magari nel porto di Piombino. Quello che ho, a livello di rapporti consolidati con la clientela, lo difenderò a denti stretti, anche da qualsiasi eventuale interferenza politica». La Porto di Carrara spa sbarcherà in altri porti?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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