Il Tirreno

Laboratorio creativo con l’incubo-miasmi del marciapiede

Laboratorio creativo con l’incubo-miasmi del marciapiede

Un gruppo di giovani di varie città ha aperto l’attività in via Verdi da pochi mesi: abbiamo scelto Carrara ma ora...

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CARRARA. Aspettano, contano i giorni: ormai non manca molto per saperne di più sul “mistero” di via Verdi: la prossima settimana i commercianti della strada a Carrara est, dovrebbero poter conoscere i risultati delle analisi sull’aria, effettuati tramite una centralina collocata, a loro spese, a seguito dei cattivi odori che emana il marciapiede “nuovo”, soprattutto quando piove o c’è umidità. L’assessore Fabio Traversi che nei giorni scorsi ha effettuato con tecnici un sopralluogo, dice che la prossima settimana si avranno anche i responsi delle campionature fatte.

All’altezza dell’edicola, il marciapiede risulta «più respirabile», dicono. Ma scendendo verso il centro città la situazione è meno sopportabile. Nei pressi della sede della Fondazione CRC, ci sono anche tombini rotti. I negozianti lungo via Verdi, lato mare, temono inoltre che in caso di pioggie molto abbondanti l’acqua dal marciapiede a filo degli ingressi, entri nei negozi. anche perché i marciapiedi opposti sono più alti. In un bar raccontano che la gente non vuole più sedersi ai tavoli fuori. Alla Pizzeria Gusto aggiungono che quando piove restano pure dei pozzetti di acqua, che un tempo non si formavano.

Marco Pedri, giovane negoziante, è fra i più battaglieri: «Attendiamo la prossima settimana, dovremmo avere una risposta. Ma non è normale dover respirare certi odori e sentirci dire che i lavori al marciapiede sono stati fatti bene». Nel mirino qualche sostanza che evidentemente fa reazione, sprigionando i miasmi. E aggiunge: «Carrara era considerata una piccola Vienna nell’800, ora vorrebbero realizzare una via dell’arte in queste condizioni? Ci sono due capitelli, vicini al Lavaggio auto: sono diventati neri».

L’amarezza di Marco Padri nasce dal fatto che il problema del marciapiede maleodorante, penalizza anche la sua attività: «Abbiamo aperto da soli 4 mesi – racconta Pedri – questo laboratorio creativo, dividendo le spese del locale fra diverse professionalità che convivono». Cinque giovani fra i 25 e i 35 anni, che non sono neppure di Carrara, ma che a Carrara hanno scelto la location per lavorare.Daniele Rossi, di Albernga, fa sculture usando una stampante in 3D; Dario Zanobetti di Pisa e Marco Padri «metà pugliese e metà garfagnino», si occupano di grafica e organizzazione di eventi; Matteo Marchetti di Massa e Luca Conte di Genova, sono illustratori, disegnatori e pittori.

E tutti assieme sono anche esperti di Wall Painting, cioè di pitture su muro. Come si sono trovati, provenendo da città diverse? Hanno tutti frequentato l’Accademia cittadina. «I problemi – dice Pedri – dopo l’apertura nel nostro laboratorio creativo – sono venuti dall’esterno, a cominciare dal marciapiede. E venendo da fuori Carrara si notano i problemi della città».

Il responso delle analisi è imminente, e potrà. questa è l’aspettativa, dare indicazioni su cosa fare per risolvere il problema del marciapiede che costringe a tapparsi il naso. (c.car.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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