Sicurezza
«E ora rilanciamo la nostra fiera, quella di Carrara»
CARRARA. «La nostra fiera è quella di Carrara e nessuno di noi lo dimentica. Anzi, quello a cui stiamo lavorando tutti, e con grande sforzo, e far sì che Marmotec diventi sempre più importante». A...
CARRARA. «La nostra fiera è quella di Carrara e nessuno di noi lo dimentica. Anzi, quello a cui stiamo lavorando tutti, e con grande sforzo, e far sì che Marmotec diventi sempre più importante».
A dirlo è Bernarda Franchi, la “signora del marmo”. Nel settore ci lavora dal 1983 («Oddio, ormai una vita» dice con un sospiro). È socia e amministratrice dell’azienda di famiglia, la Franchi Umberto Marmi, consigliere del Consorzio Carrara Export e new entry nel consiglio d’amministrazione di CarraraFiere. Il marmo, insomma, non solo lo coltiva e lo lavora, ma lo promuove, e non solo con le opere che dal quartier generale sulla via Aurelia, a Carrara, arrivano in tutto il mondo. Ma anche con le strategie che la vedranno protagonista, come membro del cda, nel rilancio della fiera del marmo, quella di Carrara. Un rilancio che parte proprio da Verona.
«Quello che qui è stato tangibile - dichiara la Franchi - è il grande impegno che tutti noi imprenditori stiamo mettendo per promuovere i materiali usando un linguaggio che fino a qualche anno fa era molto poco noto, come quello del design. Del resto non basta venire a Verona per accorgersene, basta fare un giro nelle aziende, a Carrara. Non si vedono più solo distese di blocchi e di lastre, adesso ci sono gli show room, i progetti, gli architetti, non solo la produzione che, comunque, ci rende forti in tutto il mondo».
E la fiera che verrà, quella targata Carrara, dovrà ripartire proprio da questi due elementi: la materia prima e il design. Bernarda Franchi ne è sicura. «Quello sui cui dovremmo impegnarci è proprio questo - sottolinea - riuscire a creare, a Carrara, una fiera che non parli ai grandi numeri, per quelli c’è Verona, c’è Xiemen. Marmotec deve puntare al prodotto, a un modo di fare promozione completamente diverso, che parli i nuovi linguaggi in cui oggi viene declinato il marmo».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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