La manifestazione
Commercio e turismo ko, 217 chiusure in un anno
In provincia sono invece 149 gli imprenditori che hanno tentato la sorte e aperto un’attività Al collasso il settore abbigliamento e calzature, in affanno anche i ristoranti
Nel 2014 il commercio perde la sua connotazione di settore rifugio, quello in cui provi a riscattarti. Così nei primi 8 mesi di quest’anno hanno tagliato il nastro - i numeri sono dell’Osservatorio Confesercenti - ben 63 attività in meno rispetto al 2013. Tradotto in percentuale: - 3%.
Da gennaio ad agosto si sono arresi 217 imprenditori. Sono 149, invece, quelli che hanno sfidato la sorte e deciso di aprire le porte al pubblico. Il conto è presto fatto: nonostante le inaugurazioni, il saldo è negativo e in provincia ci sono 68 attività in meno.
Del resto lo stipendio - quando c’è - è poco e tocca tirare la cinghia. Si taglia tutto il superfluo: meno cene fuori casa, meno vacanze. E il settore accusa il contraccolpo: 46 chiusure nel commercio e turismo(28 sono ristoranti) a fronte - sempre secondo l’Osservatorio - di 25 nuove attività. Insomma, meno 21. A stare davvero malissimo è il commercio in sede fissa che perde 144 imprese e ne guadagna solo 61, con un saldo finale in rosso di 83 unità. A soffrire di più sono i negozi di abbigliamento e calzature.
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