Sicurezza
Un libro per esaltare donne e tradizioni di Pontremoli
L’opera «Gli assassini del bigoncio» di Luciano Bertocchi nei 5 finalisti del Bancarella Cucina in programma a ottobre
PONTREMOLI. Il Comitato di scelta del Premio Bancarella ha decretato i cinque libri vincitori del Premio Selezione del Bancarella della Cucina edizione 2014: "Italiani mangiapatate" di David Gentilcore, edito da Il mulino; "La cucina degli amori impossibili" di Roberto Perrone, edito da Mondadori; "La repubblica del maiale" di Roberta Corradini, Chiarelettere; "La piccola cucina dei sapori segreti" di Ada Parellada, Sperling & Kupfer; "Gli assassini del bigoncio" di Luciano Bertocchi, edito da Il fiorino.
Il premio si terrà il 5 ottobre con lo scrutinio delle 70 preferenze inviate dai librai. La manifestazione finale sarà preceduta da una giornata interamente dedicata al mondo della gastronomia e della ristorazione. Infatti alle ore 11, a Palazzo Dosi, si terrà la presentazione di una ricerca nel campo agricolo effettuata dal professor Germano Cavalli. Alle 18,30, al Teatro della Rosa, l'enogastronomo Alfredo Pelle presenterà i cinque libri finalisti prima della proclamazione del vincitore.
Ovviamente non possiamo non evidenziare come tra gli autori selezionati ci sia Luciano Bertocchi un pontremolese doc, primo lunigianese che raggiunge la finale del Bancarella Cucina. "Questo libro è un omaggio alle donne della Lunigiana - ci racconta Bertocchi - che nell'ombra hanno saputo guidare la storia, anche enogastronomica, della nostra terra". Ma è anche un atto d'amore verso Pontremoli fotografata da Bertocchi in un preciso momento storico quando si scontravano due Pontremoli, una antica e contadina che vorrebbe continuare il suo percorso in ossequio alla tradizione ed un'altra che sta cominciando a rispondere alle esigenze della modernità e del progresso. "Il libro racconta di questi due mondi in conflitto" - evidenzia Bertocchi - qui sapientemente rappresentati da un lato da Maria, ultima depositaria di questa secolare saggezza, capace di realizzare il "bigoncio" vino di qualità superiore che può letteralmente mandare in estasi i fortunati avventori; e dall'altro da Italo che assieme ai suoi amici e "compagni di bevute" cerca di accaparrarsi in maniera esclusiva questo prezioso nettare. Così facendo, però, ne decreteranno la sua scomparsa lasciando alla sola Maria la difesa di questo antico patrimonio della tradizione contadina locale. Ci si muove, è il caso di specificarlo, in una Pontremoli reale, quindi i protagonisti del romanzo sono tutti personaggi che hanno fatto la storia della Pontremoli del secondo dopoguerra e per tanti "meno giovani" sarà piacevole passeggiare lungo strade note assieme a Italo ed ai suoi amici. La riflessione di fondo che pone questo romanzo - conclude Bertocchi - è chiedersi se per far spazio al nuovo mondo industrializzato abbiamo lasciato per strada tanti aspetti della nostra tradizione contadina e di eccellenza enogastronomica che meritavano di essere valorizzati e difesi con maggiore impegno".(r.s.)
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