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Paura all’alba, la terra trema Casola rivive l’incubo terremoto
La prima scossa ieri mattina alle 5,20 con magnitudo 2.8 poi sciame sismico fino in serata il sindaco Riccardo Ballerini: nessun danno apparente alle case ma la cittadinanza resta all’erta
CASOLA. Terrore alle prime luci dell’alba e pensiero che torna immediatamente al 21 giugno di un anno fa quando, per fortuna in entità minore, la terra tremò, e tanto.
Alle 5,20 di ieri mattina, la gente di tutto il comprensorio a cavallo del confine tra Lunigiana orientale e alta Garfagnana, è stata strappata al sonno da una scossa di magnitudo 2.8 con epicentro nella zona di Giuncugnano (Lucca), rilevato a oltre 10 chilometri di profondità. Ma è stato solo l’inizio. Infatti, in rapida sequenza, le scosse si sono susseguite: una seconda è arrivata alle 6,11 con magnitudo di 2.3, poi quelle delle 7,57 (mag 2) e delle 8,12 (mag 2.3).
Altre, di intensità minore, alcune rilevate solo dagli strumenti, hanno continuato a tenere in apprensione gli abitanti non solo del Casolino. Infatti alle 11,33 è stata registrata quella di mag 1.4 nelle zone tra Filattiera, Mulazzo e Villafranca. Infine quella di mag. 3.1 alle 19,43.
In pratica, a gran parte della Lunigiana è stato “ricordato” che bisogna convivere con i terremoti.
Niente a che fare con quello del 2013, sia chiaro, ma abbastanza per far tornare in mente alla gente, specialmente quella al confine con la Lucchesia, ricordi spiacevoli fatti di muri che crollano, pavimenti che sussultano, comignoli e cornicioni che cadono, tendopoli della Protezione civile, punti di raccolta degli sfollati, e così via.
«Non abbiamo rilevato danni a cose e persone - ha detto il sindaco Riccardo Ballerini, anche lui destato di buon’ora dal sisma - i nostri tecnici sono andati a controllare le zone più a rischio, quelle, per intenderci, dove ci sono case puntellate e muri lesionati, ma non ci sono stati casi drammatici. Solo paura, specialmente tra gli anziani e tra chi ha ancora la casa in riparazione dai danni causati dal terremoto del giugno 2013. Sono ancora in tanti a essere fuori casa o alle prese con le riparazioni più urgenti. Abbiamo circa 250 case inagibili e non ci vorrebbe proprio un nuovo sisma: sarebbe tragico per la nostra popolazione».
Infatti il terremoto del 21 giugno dell’anno passato raggiunge una intensità al limite della tragedia: oltre 5 di magnitudo e uno sciame sismico con migliaia di scosse che si avvertirono per mesi e mesi dopo quella più grande.
«Da quella terribile mattina piena di sole - ricorda il sindaco Ballerini - non erano mai state registrate scosse di magnitudo superiore a 2.8 e quindi quella odierna ci ha fatto ripiombare nell’incubo da cui stiamo a malapena uscendone ora. Inoltre la nostra gente è ancora in attesa dei famosi risarcimenti promessi dalla Regione e in tanti, per guadagnare tempo e tornare nella propria casa, hanno acceso mutui. Situazioni che si commentano da sole. Speriamo di non avere più a che fare con il terremoto, ma le nostre zone sono notoriamente “sensibili” a ciò» conclude il sindaco di Casola, Comune di circa mille abitanti e con 250 case ancora inagibili.
Fabrizio Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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