Attenzione
Leri e il caos Provincia: «Volpi inesperto e mal consigliato»
La segreteria provinciale Pd difende la scelta Buffoni: «L’80% del partito lo vuole» e si dice pronta al commissariamento: «Siamo come soldati, se sbagliamo, paghiamo»
MASSA. Quarantotto ore di silenzio, il tempo necessario per controllare le carte, gli errori, se ci sono stati, le mosse altrui. E adesso parla il Pd di Massa Carrara. È un Pd pacato, disteso, quello che ieri pomeriggio in via Groppini, fa il punto sul pasticcio della candidatura del presidente della Provincia. Una candidatura che doveva essere unitaria e che lo è stata fino a domenica mattina, quando poi «quello che è accaduto, non lo abbiamo capito», commenta il segretario provinciale Cesare Leri.
Accusati di non aver convocato la direzione provinciale del partito, nonostante una delibera della direzione regionale che lo prevedeva, e di aver quindi volutamente ignorato un “ordine” di partito, il Pd provinciale si difende. Senza esitazioni «Nessuna direttiva regionale – sostiene Leri – non ci è stato comunicato che avremmo dovuto convocare la direzione provinciale per decidere il nome del candidato alla presidenza. Anche perché – sorride il segretario – in direzione avremmo avuto oltre l’80% dei voti allineati con la decisione presa dalla segreteria provinciale». Gli equilibri sono netti: 60 membri su 75 del direttivo provinciale sono schierati con la segreteria provinciale e tra questi 60, sottolinea Leri, non si contano i “fedeli” del sindaco Buffoni. Ecco perché i numeri c’erano tutti. «Ad oggi non ci è arrivata la mail con le comunicazioni del direttivo regionale- dice Leri-; ma se abbiamo sbagliato ce ne prenderemo le responsabilità».
Ma perchè la segreteria ha puntato su Narciso Buffoni e non su Alessandro Volpi? «Due grandi sindaci- risponde diplomatico Leri- però Buffoni rappresenta un Comune medio piccolo (Montignoso) e abbiamo pensato che sarebbe stato più rappresentativo di un territorio come il nostro, fatto di comuni piccoli».
Alla domanda su come abbia giudicato la mossa del “suo” sindaco di candidarsi contro la segreteria, il segretario del Pd di Massa Adriano Tongiani sfuma: «Di Volpi oggi non voglio parlare. Per questo ci sarà tempo e modo». Risponde invece Leri: «Volpi aveva detto sì, a qualsiasi decisione avrebbe preso la segreteria provinciale; questo non lo potrà mai negare. Poi però “i suoi” hanno presentato un ricorso alla commissione di garanzia regionale, rigettato lunedì in quanto non era l’organo competente». Già, però il regionale ha negato il simbolo alla lista Buffoni, un altro smacco dopo la tirata d’orecchie con un comunicato durissimo – «strano e senza firma» dice Leri – ma comunque ufficiale. «Ci hanno detto di ritirare il simbolo e lo abbiamo fatto per non creare attriti inutili. Siamo dei bravi soldati. Infatti, solo Roma avrebbe potuto chiederci di farlo, non Firenze. Ma sono questioni burocratiche di poco conto. Politicamente non conta nulla. Il presidente della provincia sarà del Pd, perché Buffoni è un sindaco del Pd. In lista ci sono anche uomini e donne di Sel e avrebbero dovuto esserci anche i socialisti».
Resta l’ombra del commissariamento: oggi la segretaria regionale Pd deciderà quale provvedimento adottare nei confronti del Pd di Massa Carrara: «Siamo pronti anche ad accogliere il commissario- dice Leri- ; siamo uomini di partito e accetteremo qualunque decisione il partito prenderà». Come avrebbe dovuto fare Volpi? «Volpi è inesperto e forse mal consigliato. Ma noi non buttiamo fuori nessuno, d’altro canto lui è appena entrato e come noi tutti imparerà a seguire le regole del suo partito».
Manuela D’Angelo
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