Proteste
Ecco la macchina che buca i monti
Lancio in grande stile della Benetti group della Tcm 988 E la maxi escavatrice è già stata acquistata dai cinesi
CARRARA. Spesso (e purtroppo dicono gli addetti ai lavori) ci copiano. Proprio come succede per le griffe di alta moda la tecnologia applicata al marmo, i brevetti e i macchinari, subiscono la piaga della contraffazione.
Ebbene questa volta- e alla Benetti Macchine lo dicono con orgoglio - i cinesi hanno dovuto riconoscere il primato di Carrara. E il nuovo gioiello uscito dall’azienda di Nazzano, se lo sono dovuti comprare. Anzi ne hanno già acquistati due. Due Tcm 988 nuove di zecca già al lavoro nelle cave del comparto lapideo cinese.
Il nuovo macchinario è al centro di un lancio mondiale da parte del gruppo Benetti, ma vederlo ma Verona sarà impossibile. Per motivi di ingombro (è un bestione di 5 metri e mezzo per otto) e per portare i clienti interessati che nel giorno di apertura della fiera sono stati già molti) direttamente in cava, a Carrara. Per fare vedere in loco la macchina montata e per tenere lontani, forse, i “copioni”. Insomma ancora una volta Verona diventa il collante, il ponte per rispostare, anche dal cuore della kermesse veneta, l’attenzione su nostro territorio. E i portavoce del made in Carrara sono da una parte la materia prima, proprio quel marmo (un milione di metri quadrati) che finirà nell’ampliamento di Medina e la tecnologia delle macchine per il lapideo esportate in tutto il mondo.
È proprio una delle eccellenze apuane, la storica Benetti, a giocare la carta dell’innovazione. Già nel nome: sigla e numero di matricola, niente di più. Ma quanto basta a far sì che la Tcm 988 sia già conosciuta dagli addetti ai lavori dei mercati internazionale.
La macchina Tagliatrice a Catena Modello TCM 988 è adatta per la coltivazione di una cava di marmo e pietre affini, nell’apertura e l’ampliamento di una galleria.
È in grado di realizzare un’apertura di 6.2 m di larghezza, 5.5 m di altezza e 3 m di profondità.
La macchina è stata progettata - spiegano alla Benetti - per poter soddisfare particolari esigenze relative all’impiego delle macchine a catena in galleria.
«Il fatto vero, quello con cui chi produce tecnologie deve fare i conti - spiega Giorgio Bianchini del gruppo Benetti - è che in futuro l’escavazione sarà sempre più in galleria. E, proprio per questo motivo anche la progettazione deve adeguarsi. Mettendo al primo posto la sicurezza e il rispetto per l’ambiente».
E, piano paesaggistico alla mano, sembra davvero essere questo il futuro dell’escavazione, anche nel comparto lapideo apuano.
Non è un caso che uno dei gioielli Benetti (il prezzo è top secret ma supera, certamente - questo è quanto si limitano a dichiarare in azienda qualche centinaia di migliaia di euro) sia già stato acquistato anche a Carrara. Per una cava che coltiva i nostri bacini marmiferi.
E dall’estero l’attenzione è altissima per la macchina in grado di entrare nella “pancia” delle montagne.
«Il primo giorno di fiera - dicono allo stand veronese della Benetti - abbiamo avuto tanti contatti, sia da parte di operatori italiani che stranieri».
E proprio da Verona alcuni contatti, quelli destinati a trasformarsi in clienti, partiranno alla volta di Carrara. Per vedere, dal vivo, il macchinario del futuro, quello legato alla nuova frontiera della escavazione.
Insomma dalla città del marmo, Carrara, arriva una nuova sfida al mondo della tecnologia. La vetrina è quella di Verona. La super macchina, però resta là dove è stata prodotta, proprio a Carrara.
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