Sicurezza
Via il monte Brugiana dai siti estrattivi
Errori cartografici, norme da chiarire: il Comune prepara le richieste di modifica al piano paesaggistico regionale
MASSA. Dalle norme sulle cave allo skyline sulla costa. Dalla troppa burocrazia al futuro del Monte Brugiana. Sono quasi pronte le osservazioni del Comune di Massa al Piano paesaggistico regionale. Il termine ultimo per la presentazione è il 29 settembre ma, solo ieri, il sindaco, Alessandro Volpi, ha portato in commissione urbanistica la bozza del documento da presentare alla Regione. Sette le osservazioni, preparate dagli uffici comunali, che adesso sono al vaglio della politica per il via. Alcune riguardano semplici tecnicismi, «come osservazioni su cartografie non aggiornate», informa il primo cittadino. Altre sono decisamente più importanti e andranno a influire su tutto il tessuto economico locale. Quattro quelle principali, di cui Volpi ieri ha illustrato solo i contenuti.
A partire proprio dalle cave. «Vogliamo capire cosa succederà, una volta approvato il piano, alle cave a cui scade l’autorizzazione», ha commentato il primo cittadino, illustrando ai commissari quello che è un vero e proprio vuoto normativo all’interno del pit. Fino all’approvazione del piano – ha spiegato - valgono, infatti, le norme di salvaguardia, che prevedono che le autorizzazioni possano essere rinnovate (perché considerate continuazione di attività) - non possono essere aperte, invece, nuove cave. Con l’approvazione del piano, però, cadono le norme di salvaguardia e a quel punto entrano in gioco i piani attuativi. Che però i Comuni ancora non hanno. «Per preparare un piano attuativo – commenta Volpi – ci vorrà almeno un anno e mezzo. Quindi non è chiaro in quel periodo cosa succederà alle autorizzazioni. Se potranno essere rinnovate o se devono essere bloccate». Un’ipotesi di osservazione proposta dalla giunta è quella di prolungare le norme di salvaguardia fino a quando i Comuni non si doteranno dei piani attuativi. Sempre sulle cave, poi, il primo cittadino si dice pronto a chiedere che il Monte Brugiana venga tolto dai siti estrattivi. «Il piano del paesaggio lo considera un bacino marmifero – commenta – ma non lo è». Altre osservazioni riguardano la costa. Il piano paesaggistico, infatti, sembra essere molto restrittivo su qualsiasi modifica dello skyline. «Messa in questi termini – spiega il sindaco – non è ben chiara ed è di difficile applicazione. Siamo infatti in presenza di un paesaggio eterogeneo sulla costa, con diversi edifici, anche alti, quali la torre Fiat. L’osservazione sarà finalizzata a farsi spiegare quindi cosa si intende per modifica dello skyline». Il Comune di Massa chiede, infine, di snellire alcuni passaggi burocratici previsti dal pit per l’approvazione degli strumenti urbanistici. «Così scritto– commenta Volpi – rallenta tutti gli strumenti urbanistici, tra cui il piano attuativo stesso, perché prevede un raddoppio di passaggi consiliari». Quella presentata ieri, dicevamo, è solo una bozza delle osservazioni. La forma e il numero potrebbero cambiare. Rimarranno sicuramente, invece, i contenuti.
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