Il Tirreno

«Urbanistica, ritardi non nostri»

«Urbanistica, ritardi non nostri»

Il sindaco Volpi punta l’indice sulla mancanza delle carte del rischio idraulico

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MASSA. «I ritardi nell’adozione del regolamento urbanistico non dipendono dalla politica». Il chiarimento – l’ennesimo – arriva dal sindaco, Alessandro Volpi, che ieri ha partecipato alla commissione urbanistica (all’ordine del giorno, però, c’erano le osservazioni al piano paesaggistico regionale) e spiegato ai consiglieri, passaggio per passaggio, il motivo per cui il Comune ancora non si è dotato dello strumento urbanistico.

«I ritardi – spiega – dipendono in maniera esclusiva dalla mancanza delle carte del rischio idraulico. Senza quelle non è possibile, e nemmeno consigliabile, adottare il Regolamento». E perché non ci sono ancora le carte? Le cause sono due e anche in questo caso sembrano non dipendere dal Comune. Da una parte, infatti, il rallentamento è stato determinato da una modifica normativa relativa alle competenze sull’approvazione delle carte stesse. Fino alla fine del 2013 , infatti, l’organo preposto era l’Autorità di Bacino, che è stata in un primo momento sospesa e poi superata. Dopo un periodo di incertezza, a metà settembre, le competenze sono passate al Genio Civile. A quel punto le carte del rischio idraulico potevano essere portate all’organo per l’approvazione, se non fosse che non erano (e non sono) ancora pronte. E qui subentra l’altro intoppo. Le carte, infatti, si devono basare su studi commissionati dalla Regione all’università di Firenze. Sono quello sulla portata delle acque alte, ossia i fiumi (Ricortola, Frigido...), e di quelle basse, vale a dire i fossi (ad esempio il Fosso Bozzone). Il primo è arrivato solo ad agosto; quello delle acque basse è ancora in Regione in attesa di essere inoltrato ai Comuni.

A questi studi andranno integrati, poi, quelli sulle rotture arginali e sul battente idraulico e “da questi tre elementi – spiega il sindaco – si crea il modello base delle carte. Non potevamo creare, quindi, un impianto urbanistico su carte che poi sarebbero state cambiate”. In parole povere, adesso, tutto dipende da quando arriveranno gli studi sulle acque basse. «Studi non da sottovalutare – spiega il sindaco – perché ci hanno permesso di capire che la piovosità degli ultimi due anni è stata talmente significativa che ha modificato le portate duecentennali dei fiumi. Ed è questo il parametro su cui vengono elaborate le carte del rischio idraulico». (M.C.)

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