Il Tirreno

Piano paesaggistico, il Comune chiede di ridefinire i bacini

Piano paesaggistico, il Comune chiede di ridefinire i bacini

Il pacchetto delle osservazioni comprende il porto turistico Tonelli: è previsto nel Masterplan della Regione

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CARRARA. Il Comune sta per inviare alla Regione le proprie osservazioni al Piano paesaggistico, e ne anticipa i punti salienti. Leosservaizoni piu’ “scottanti” sono quelle su cave e porto turistico. Intanto è caduta nel vuoto la richiesta lanciata dal municipio alle associazioni del territorio di far pervenire in piazza 2 Giugno le proprie osservazioni. L’unico a rispondere è stato un privato cittadino. Attività estrattive, infrastrutture portuali, disciplina dei beni vincolati, mappatura del territorio urbanizzato e chiarimenti su alcune previsioni: sono questi i cinque fronti su cui verteranno le osservazioni che l’amministrazione carrarese presenterà, entro lunedì 29 settembre alla Regione. E mentre qualcuno afferma già che la scadenza potrebbe slittare a fine novembre, intanto, gli uffici comunali proseguono il lavoro per consegnare tutto entro la data indicata dalla Regione. Il dettaglio delle osservazioni è ancora top secret ha spiegato ieri alle commissioni Urbanistica e Marmo il dirigente dei due settori Marco Tonelli, pur lasciando intendere che gli interventi più “interessanti” saranno quelli sul tema delle attività estrattive e delle infrastrutture portuali: sugli altri tre fronti, le osservazioni dell’amministrazione riguarderanno questioni più tecniche o richieste di correzione a errori materiali, come cartografie sbagliate od obsolete. Il grosso, dunque, riguarderà cave e porto turistico, i due fronti su cui in questi mesi si è scatenato il dibattito.

Per quanto riguarda le attività estrattive, l’amministrazione chiederà una ridefinizione dei “bacini marmiferi”: il testo del Pit ne indica tre, due di piccole dimensioni e un terzo, più grande, a cavallo tra il comune di Carrara e quello di Massa. Piazza Due Giugno ha segnalato la difficoltà di gestire un bacino così esteso su cui insistono così tante attività, soprattutto nel caso in cui come prevede il Pit, il Comune sia chiamato a vagliare i piani attuativi, obbligatori per l’apertura di nuove cave, la riattivazione di quelle dismesse da oltre venti anni o in caso di varianti sostanziali. Sul fronte del porto turistico l’amministrazione chiede di chiarire il passaggio peraltro già contemplato dal Pit, per cui a fronte dello stop alla costruzione di nuove infrastrutture sulle coste sabbiose, viene fatto salvo il masterplan sui porti della Regione Toscana, che prevede la realizzazione del porticciolo turistico a Marina. «Chiederemo che, così com’è scritto nel Pit si tenga conto di quello che prevede il masterplan della Regione dove sono già individuati i porti e gli approdi turistici» ha dichiarato il dirigente Marco Tonelli, aggiungendo che «in effetti il Pit, come abbiamo detto più volte, a tratti è contraddittorio. Però la parte del richiamo al Masterplan c’è e quindi non deve essere aggiunto nulla, solo chiarito che quello strumento prevede la realizzazione del porticciolo». Insomma secondo l’amministrazione il “porticciolo è salvo”.

In attesa di conoscere il dettaglio delle osservazioni prodotte dall’amministrazione, al momento le associazioni non hanno fatto pervenire le loro osservazioni al Comune.Sì, invece, un cittadino carrarese, su piccolo terreno privato che il piano paesaggistico avrebbe catalogato, erroneamente, come area boschiva.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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