Il dolore
Peculato, poliziotto alla sbarra
Giovanni Petrillo è stato dirigente della questura di Massa
MASSA. C’era anche l’ex questore Girolamo Lanzellotto tra i testimoni chiamati dal sostituto procuratore Rossella Soffio nel processo al dirigente Giovanni Petrillo, responsabile dell’ufficio personale e del settore logistico della questura di Massa fino a qualche anno fa (adesso lavora a La Spezia). L’udienza è stata aperta e subito rinviata al 19 gennaio dal presidente del collegio Fabrizio Garofalo, perché cambierà la composizione delle toghe che dovranno giudicare Petrillo (il presidente sarà il giudice Alessandro Trinci). Le accuse sono pesanti e vanno dal peculato all’abuso di ufficio. Secondo gli inquirenti - sono stati i suoi colleghi della squadra mobile a indagare - si è appropriato di cose che appartenevano alla questura. Il dirigente ha sempre respinto ogni addebito, spiegando di non aver commesso alcun reato ma di aver fatto semplicemente il suo lavoro.
Non è l’unica disavventura capitata al poliziotto: a Lucca, dove ha ricoperto l’incarico di ex vice capo di gabinetto della questura, è stato condannato in primo grado a due anni e tre mesi per concussione sessuale, abuso d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione legata alle ballerine dell’est Europa.
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