Finanza
Fornitura record per la moschea
A Verona il primo grosso colpo degli imprenditori apuani Un milione di metri di lastre Medina, tutte le cave coinvolte
CARRARA. Un milione di metri quadri di marmo bianco. Lavorato, in lastre a Carrara. Se la fiera di Verona fosse considerata come una piazza del calcio mercato questo sarebbe considerato come il colpo di tacco degli imprenditori apuani.
Sì perché è proprio la Marmi Carrara ad essersi aggiudicata la super commessa per l’ampliamento della moschea di Medina. Ma la novità è che verrà ampliato il “range” del bianco richiesto: e quindi nei lavori della moschea finirà non solo il materiale della Marmi Carrara, ma anche quello di altre cave del comprensorio apuano che avranno ricadute importanti da questo mega ordine. E, soprattutto, il bianco verrà tutto lavorato in loco, con una bella spinta di accelerazione per la filiera.
La buona notizia arriva da Verona. O meglio da un ponte virtuale, Carrara-Verona, che vede protagonista il bianco delle Apuane da una parte e, dall’altro, il colosso Cpc Holding della famiglia Bin Laden, neo socio della Marmi Carrara.
È alla fiera di Verona che ha fatto tappa (la prima del suo tour a tutto marmo) il direttore di fabbrica del colosso delle costruzioni arabo, l’ingegner Mohammed Ahmed.
Qui, con i soci carraresi, Andrea Rossi e Alberto Franchi, è stato fatto il punto della situazione sia per quel che riguarda il completamento della moschea di Jeddah che per quel che riguarda il nuovo progetto, già acquisito dalla Marmi Carrara, quello dell’ampliamento della moschea di Medina.
Dopo Verona partenza per Carrara: ed è proprio qui nel nuovo show room all’interno della storica sede dell’azienda, che c’è stata la prova della posatura delle lastre (come si vede nella fotografia che pubblichiamo in esclusiva). Ed è proprio da Carrara che è arrivata la notizia del coinvolgimento, nel maxi lavoro (già inserito nel portafoglio ordini) per Medina, di altre cave e altre segherie del comparto lapideo apuano. Sì perchè sono stati i soci carraresi ad allargare il tiro. O meglio, per dirla in termini tecnici, ad ampliare il range del materiale necessario per l’ampliamento della moschea a cui sta lavorando la Cpc Holding.
Questo, tradotto dai tecnicismi dell’ambiente lapideo, significa che il bianco utilizzato non verrà solo dalle cave che fanno capo alla Marmi Carrara, ma anche da molte altre che lavorano nei bacini locali.
La fornitura di un milione di metri quadrati, infatti, richiede una quantità enorme di materiale che, e questa è l’altro punto messo a segno in quel di Verona, verrà lavorato e trasformato in lastre, interamente a Carrara. Utilizzando il valore aggiunto della manodopera locale. E questo aspetto, considerando la mole del progetto e quella dei lavori annunciati con il piano industriale, potrebbe essere tradotto anche in nuovo opportunità occupazionali per un territorio alla prese con una profonda crisi. Insomma la filiera di Carrara riparte da Verona.
Questi i primi esiti- questa volta concreti - del nuovo impulso alla filiera che, come avevano annunciato i soci apuani e il nuovo consigliere Roberto Pucci, è legato a doppio filo all’affaire Bin Laden e, soprattutto, ai grossi lavori che questo colosso delle costruzioni, e dei “grattacieli chiavi in mano” ha in agenda.
Insomma, se si mantenesse un gergo calcistico, Carrara, per il momento, batte Verona 1 a 0. E pure giocando in trasferta.
Gli stand della fiera Marmomacc sono diventati quartier generale per mettere le basi di uno dei lavori più grossi commissionati al comparto carrarese negli ultimi anni.
E, sembra, solo l’inizio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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