Attenzione
«Dagli allevamenti ai cimiteri delle pecore»
Dal Consorzio di Zeri ennesimo Sos contro i lupi, mentre la Regione prepara bandi per risarcire le aziende dai danni dei predatori. Angiolini: non risolve il problema
ZERI. In arrivo i bandi regionali che consentiranno contributi agli allevatori che hanno avuto danni provocati da animali predatori. A Zeri c’è l’incubo lupi, e dal Consorzio Agnello di Zeri si è levata a più riprese la voce della protesta. La presidente Cinzia Angiolini pensa che il risarcimento sia un palliativo. E che dovrebbero essere destinate risorse, invece, per incentivare la coltivazione e la pulizia delle aree, per poter avvistare meglio i lupi e difendere le greggi. Dalla Regione Antonio Gambetta Vianna, capogruppo consiliare di “Più Toscana” e membro della II commissione "Agricoltura", è ottimista: «Finalmente, dopo tanti interventi da parte del mio gruppo in Consiglio regionale e sulla stampa, la Regione ha deciso di prendere in mano la situazione dei danni alle aziende zootecniche provocati dai predatori. Entro il 15 ottobre arriveranno specifici bandi, mentre le domande andranno presentate entro dicembre attraverso il sito di Artea, ma naturalmente invito gli allevatori a prendere visione dei bandi quando questi usciranno. Sono contento che siano previsti anche i cimiteri aziendali per lo smaltimento delle carcasse dei capi di bestiame uccisi dai predatori. Questa è una nostra vittoria. . Ciò sgrava sia la Regione che gli allevatori del costo dello smaltimento. Ora servono politiche concrete sulla prevenzione dagli attacchi, e vedo che l'assessore Salvadori ha preso a cuore la vicenda».
«La notizia ci era già stata anticipata dal consigliere Loris Rossetti – dice Cinzia Angiolini – su questi bandi, ma il problema resta sempre lo stesso. A monte di un finanziamento milionario per salvare il lupo, mi è stato detto che ci saranno circa 400mila euro per i risarcimenti dei danni. Ma non posso allevare pecore se i lupi continuano ad ammazzarmele. È vero che posso fare un altro recinto antilupo, ma ne ho già due; e che posso acquistare cani: ne ho già cinque, Maremmani. Nel periodo della caccia ho portato le mie pecore più vicino al paese, e dopo le aggressioni dei lupi le ho riportate in parte in quota più alta: 240 pecore, in recinto antilupo e i 5 cani da guardia. Altre 120 che erano state attaccate, le ho tenute vicino al paese, la sera stanno in un capannone. Ma il lupo si avvicina».
La Angiolini racconta che una settimana fa, le sue pecore hanno sfondato la recinzione dove non ci sono i cani, «sicuramente per sfuggire al lupo. Ormai lo fiutano, lo riconoscono. Non sono state aggredite ma le abbiamo trovate in un prato privato dove ci sono dei cani, evidentemente il lupo non si è avvicinato. E attorno al recinto sfondato abbiamo scoperto le sue tracce. Ora la sera sono obbligata a metterle al coperto in una stalla. Significa fare tutti i giorni la lettiera pulita. Tutta la nostra vita di allevatori è cambiata».
Conferma l’idea di formare un comitato degli allevatori per gestire meglio il problema. «Alcuni allevatori, hanno messo persuasori acustici come colpi di cannone, o bandierine che fanno rumore: per spaventare i lupi, ma per allontanarli, occorre investire nella zona, dare aiuti economici a chi ci abita, per tagliare la vegetazione, coltivare: se il terreno fosse pulito per chilometri e non ci fossero solo boschi, il lupo lo avvisteremmo meglio. Un tempo questa zona era tutta coltivata; c’era la visuale aperta da un paese all'altro».
Ormai sono impossibili gli allevamenti allo stato brado come 20, 30 anni fa. Se va avanti così, dovremo passare dagli allevamenti ai cimiteri di pecore. La mia azienda è nata nel 2008: vi ho investito, senza fare un solo giorno di ferie. Alle Regione chiedo: cancelliamo anni di lavoro e di esperienza? Io mi aspetto che il lupo torni anche nel mio allevamento, dove ho già perso 15 pecore fra cui 5 agnelli. Ci consentono di creare i cimiteri delle pecore sbranate... E' il modo di fare allevamento e salvare le razze in estinzione?».
Cinzia Carpita
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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