Il Tirreno

Centro storico, il Ccn ricompatta le fila

di Chiara Sillicani
Centro storico, il Ccn ricompatta le fila

Replica agli scissionisti: il nostro è un Risorgimento della città, siamo forti e uniti. E portiamo migliaia di visitatori da fuori

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MASSA. Scelgono il profilo basso: non alzano i toni e non puntano il dito. Ci tengono, però, a mettere qualche puntino - e non proprio piccolissimo - sulle “i”. Perché - garantiscono - il Ccn non è terra di diatribe, non fa i conti con spaccature e, soprattutto, agisce sempre e solo «nell’interesse collettivo».

Alcuni esercenti di via Dante - per ripercorrere la vicenda - si defilano, con gli immancabili strascichi polemici; accusano l’associazione di verticismo, di elaborare progetti e definire soluzioni poco calzanti. E loro, quelli che siedono nel direttivo del Ccn di “Massa da Vivere”, si mettono al tavolo e scrivono una lettera. Mittente - e ci tengono a precisarlo - l’intera collettività: «Non intendiamo - ecco il basso profilo - rispondere a nessuno, nè alimentare polemiche, ma vogliamo fare chiarezza, con dati certi e inattaccabili». Il Ccn si affida ai numeri: «I soci sono 120, le adesioni in costante aumento». E qualcuno - assicura il direttivo - si iscrive all’associazione ancor prima di aprire i battenti «nella consapevolezza di un progetto condiviso, di un interesse collettivo al rilancio del nostro centro storico». Ed è proprio l’aggettivo “collettivo” quello intorno a cui ruota l’intera riflessione del direttivo: «L’indirizzo è sempre quello di lavorare con tutti e per tutti, con quello spirito di comunità che sta diventando il collante del nostro numeroso gruppo, uno spirito di comunità che va tutelato e difeso». E la logica “l’unione fa la forza” - assicura il Ccn - ha dato ottimi frutti: «Le iniziative nate dall’impegno di “Massa da vivere” - si legge nella lettera - sono un’evidenza che non può essere negata. La nostra città ha ripreso vita con migliaia e miglia di persone che la frequentano sapendo di poter contare su eventi ben organizzati e di qualità. Dalle iniziative natalizie (che quest’anno saranno ulteriormente arricchite) a “Come una volta”, da “Massa in fiore” a “Diner en blanc”, da “La Luminaria”, “Alla spiaggia in città”». Tanti eventi che - ecco altri due dati - hanno richiamato «persone da fuori comune e sono stati realizzati con il solo sforzo economico dell’associazione, senza fondi esterni». Fondi che, sia chiaro, al Ccn non dispiacerebbe avere: «Non disdegniamo l’aiuto delle istituzioni o la partecipazione a bandi e progetti comunali, provinciali o regionali, ma la conditio sine qua non - ribadisce “Massa da Vivere” - sono trasparenza e interesse comune. I finanziamenti saranno sempre suddivisi su tutto il centro storico e mai a favore di un’unica ditta o attività». E sull’uscita dal direttivo di Davide Ronchieri (il cui nome non compare mai nella lettera), il Ccn va al sodo: «L’associazione non ha mai espulso nessuno, ha, invece, sempre rispettato il suo Statuto che prevede titoli precisi per accedere al direttivo, in assenza dei quali non è possibile ricoprire alcuni ruoli».

Poi sulla scelta di un gruppo di esercenti di costituirsi in una nuova associazione: «Come in ogni famiglia c’è chi ha aspirazioni diverse... è giusto che percorra il suo cammino in modo autonomo». Il Ccn - la lettera lo dice a chiare lettere - prosegue con decisione, certo «di contribuire ad un Risorgimento della città e a trasformare in realtà quello che all’inizio era solo un sogno. Nessuna spaccatura - è la sintesi - siamo più forti che mai». Prospettive diverse, dunque, e forse segnale positivo: il centro storico la sua identità ora - dopo la “riconquista” delle piazze - ce l’ha. E adesso le differenze si delineano su come animarlo quel centro.

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