Il Tirreno

Volpi escluso dal voto in lizza solo Buffoni

Vizi di forma, bocciata anche la lista Psi. Pd ancora spaccato

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MASSA. La candidatura di Alessandro Volpi a presidente della Provincia di Massa Carrara non è ammessa; le liste Psi e “La provincia democratica” (che sosteneva Volpi) sono “ricusate”. Ammesse alle elezioni sono soltanto le candidature a presidente di Narciso Buffoni e Lucia Baracchini e le liste per i consiglieri che le sostengono, rispettivamente “Centrosinistra per Massa Carrara” e “Rinovamento per Massa Carrara Baracchini prsidente”. Così, dopo due giorni di seduta, l’ufficio elettorale della provincia, tronca sul nascere l’inedito scontro tra due candidati del centrosinistra per la guida della nuova Provincia.

Narciso Buffoni, sindaco di Montignoso, già assessore provinciale, sarà dunque l’unico candidato del centrosinistra e, già si può dire (perchè il corpo elettorale di 236 fra consiglieri e sindaci è a larghissima maggioranza di centrosinistra e non lascia chance al centrodestra che sostiene la sindaca di Pontremoli Baracchini) che sarà il prossimo presidente della Provincia.

Il verdetto dell’Ufficio elettorale, arrivato dopo una serie di ripetuti rinvii, ha l’effetto di depotenziare gli effetti di una lotta fratricida tra candidati targati Pd, ma non certo quello di ricomporre il partito.

Infatti, i sostenitori di Volpi valutano un ricorso contro l’esclusione e restano sulle loro posizioni. Così come sulle loro posizioni restano i fautori della candidatura Buffoni e il partito regionale, che ha clamorosamente sconfessato la segreteria provinciale minacciandola di commissariamento e negando alla lista Buffoni l’uso del simbolo del Pd. Tutto come prima, insomma, anche se c’è da registrare, in più, la pasticciata presentazione delle liste targate Psi e volpiani, bocciate per motivi procedurali. Quella di Volpi perchè le sottoscrizioni della sua candidatura “risultano prive di autenticazione”. Quella dei Socialisti perchè tre firme di sottoscrizione sono state presentate da altrettanti candidati (cosa vietata dai regolamenti). Mancanze frutto della fretta e della frenesia di quelle ore. Ma è comunque curioso che politici e amministratori, alcuni di lungo corso, non siano riusciti a rispettare regole tutto sommato semplici.

Resta, soprattutto, lo scontro fra il Pd regionale, con cui Volpi aveva stretto un accordo per la sua candidatura, e quello provinciale, che rivendica la correttezza e anche la “democraticità” della scelta di Buffoni. È Gianni Lorenzetti, assessore piddino a Montignoso a riassumere le ragioni della segreteria provinciale: «Un’assemblea con segretari provinciali e di circolo, capigruppo, sindaci ha, a larga maggioranza, indicato Buffoni. Vero, non è stata la direzione a sancire questa scelta. Non c’è stato il tempo di riunirla. Forse dovevamo farlo, o forse no, lo statuto non dice nulla in proposito. Ma la sostanza non cambia. Sono gli organi locali a scegliere il loro candidato, non gli organi regionali. E poi, quale legittimazione ha avuto dagli organi di partito, quale consenso ha nel Pd la candidatura di Volpi, formalizzata all’ultimo tuffo senza alcuna votazione?»

Il sindaco Alessandro Volpi, dal canto suo, non arretra. Stiamo valutando se presentare ricorso – dice – La mia candidatura è partita quando ogni spazio di mediazione è stato chiuso. Rimango comunque convinto che la presidenza della Provincia debba andare al sindaco del capoluogo, nella prospettiva della nascita dell’Area vasta e di una visione più ampia e meno localistica dell’amministrazione. Una linea condivisa dal partito regionale e seguita a Pisa, Grosseto, Prato. Ma che, evidentemente, il partito locale non ha ritenuto valida». Su possibili “cadute di teste” in giunta, quelle degli assessori che si sono schierati per Buffoni (vedi articolo qui sotto), il primo cittadino dice: «Siamo su due piani diversi, non penso ci saranno rimpasti».

Il presidente in pectore Buffoni, a sua volta non fa sconti: «L’esclusione della lista Volpi non è una vittoria politica, anche se qualcuno al nostro posto, avrebbe voluto trasformarla in questo. Domenica mattina si è riunita la segreteria provinciale allargata a sindaci, segretari e capigruppo, e i ha scelto come candidato. In direzione la maggioranza sarebbe stata ancora più ampia. Non vedo alcun vulnus alla partecipazione. Ora il confronto deve essere riportato sulle proposte e le opzioni diverse, non su personalismi. Voglio ribadire – chiude Buffoni – che io ho dato la disponibilità, il partito mi ha scelto, punto. Non ho perorato la mia causa davanti a chichessia. sia chiaro».

Claudio Figaia

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