Il Tirreno

«Così ci smontano e portano via i monti»

«Così ci smontano e portano via i monti»

Il Je accuse dello scultore Fabio Rebora «In quattro gatti fanno uno scempio»

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Lui, che nel cuore delle montagne ci lavora, o meglio ci scolpisce la pensa in maniera diametralmente opposta all’imprenditore Franco Barattini: «Le cave le stanno smontando- dice lo scultore Fabio Rebora - le fanno a pezzi e le caricano sui camion e sulle navi».

Sostiene che a godere del privilegio di un bene primario come il marmo siano in pochi:«Sono in quattro gatti e sentono di avere il diritto di vita e di morte sui monti. Non pensano mai: qui stiamo facendo un disastro, anzi, si sentono fori perché stanno montando le montagne».

E mette in guardia da quella che lui definisce la “trappola dei semilavorati”: «Sono blocchi, quello dei semilavorati è solo un artificio».

Il mondo del lapideo, visto da uno scultore.

Fabio Rebora ha 42 anni, viene da Genova, ma come lui stesso afferma è “naturalizzato carrarese”. È nella nostra città che ha frequentato l’Accademia - “un iter, dice, seguito da molti”, e poi, come molti altri artisti a Carrara ci è rimasto, ha messo su famiglia e ha pure avuto tre bambini.

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