Il Tirreno

«Tranquilli, nessuno ci porta via i monti»

«Tranquilli, nessuno ci porta via i monti»

L’imprenditore Franco Barattini parla del piano industriale dei Bin Laden

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Franco Barattini, 73 anni portati con grinta, è uno che il settore lapideo lo conosce bene. E proprio per questo - dice con franchezza - ha capito che è il momento di aprire le porte. Anche quelle delle cave. Perché, e questo è il retroscena emerso proprio attorno all’affaire da 46 milioni di euro, alcuni imprenditori carraresi, e italiani, si erano interessati alla trattativa. Senza però andare oltre a un abboccamento.

«È l’ora degli investitori stranieri, ben vengano i Bin Laden, sono tanti di quegli anni che lavorano con Carrara! Ma di cosa ci meravigliamo? La verità - aggiunge - è che 46 milioni sull’unghia poteva tirarli fuori solo un grande gruppo come quello. È inutile che ci stiamo a girare intorno».

Barattini rappresenta, senza ombra di dubbio, uno degli imprenditori della vecchia guardia del lapideo e, proprio da questa ottica, quella di chi ne ha viste davvero tante, decreta che qualcosa è cambiato. E che adesso non sono più solo i carrarese ad andare per il mondo a fare incetta di cave.

«Noi lo abbiamo sempre fatto, sia in passato che in tempi più recenti - mette in evidenza Barattini - Abbiamo comprato e aperto cave in Brasile, in America, in Ucraina, in Turchia basta guardare la carta geografica, i carrarini sono stati dappertutto. E non ci sono stati mai problemi, nessuno ci ha trattato da invasori. Che scandalo dovrebbe esserci quindi se vengono dei gruppi stranieri, seri, a comprare metà del pacchetto azionario di una società privata come la Marmi Carrara?»

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