Il Tirreno

«State tranquilli nessuno ci porta via le nostre montagne»

di Alessandra Vivoli
«State tranquilli nessuno ci porta via le nostre montagne»

Franco Barattini parla del piano industriale dei Bin Laden «Questi qui danno lavoro, e le cave restano al loro posto»

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CARRARA. È uno di quegli imprenditori che il marmo lo lavora da quando era un bambino. E che lo ha pure mangiato: lo ha raccontato proprio lui che, per dimostrare che il bianco di Carrara era migliore e più resistente del materiale turco suo diretto concorrente in un progetto, si mise in bocca una scaglia di quest’ultimo, e lo masticò come una chewingum: riuscendo così, si narra, a strappare una grossa commessa .

Franco Barattini, 73 anni portati con grinta, è uno che il settore lapideo lo conosce bene. E proprio per questo - dice con franchezza - ha capito che è il momento di aprire le porte. Anche quelle delle cave. Perché, e questo è il retroscena emerso proprio attorno all’affaire da 46 milioni di euro, alcuni imprenditori carraresi, e italiani, si erano interessati alla trattativa. Senza però andare oltre a un abboccamento.

«È l’ora degli investitori stranieri, ben vengano i Bin Laden, sono tanti di quegli anni che lavorano con Carrara! Ma di cosa ci meravigliamo? La verità - aggiunge - è che 46 milioni sull’unghia poteva tirarli fuori solo un grande gruppo come quello. È inutile che ci stiamo a girare intorno».

Barattini rappresenta, senza ombra di dubbio, uno degli imprenditori della vecchia guardia del lapideo e, proprio da questa ottica, quella di chi ne ha viste davvero tante, decreta che qualcosa è cambiato. E che adesso non sono più solo i carrarese ad andare per il mondo a fare incetta di cave.

«Noi lo abbiamo sempre fatto, sia in passato che in tempi più recenti - mette in evidenza Barattini - Abbiamo comprato e aperto cave in Brasile, in America, in Ucraina, in Turchia basta guardare la carta geografica, i carrarini sono stati dappertutto. E non ci sono stati mai problemi, nessuno ci ha trattato da invasori. Che scandalo dovrebbe esserci quindi se vengono dei gruppi stranieri, seri, a comprare metà del pacchetto azionario di una società privata come la Marmi Carrara?»

Il problema, gli facciamo notare, è stato quello sollevato dai più reticenti (almeno all’inizio dell’operazione) sull’affaire Bin Laden. E riguarderebbe non tanto la società privata, la Marmi Carrara, ma le cave controllate dalla Sam.

Insomma a far impensierire non è l’operazione “al piano” ma quella “al monte”.

«Ma i nostri monti chi li porta via? Io non li ho mai visti camminare»: chiosa, con una delle massime che lo hanno reso famoso, Franco Barattini.

Una frase secca che però, come lo stesso imprenditore poi si affretta a spiegare, è ricca di significati.

«Questi Bin Laden rappresentano un colosso, un gruppo serio conosciuto in tutto il mondo- sottolinea Barattini - Insomma questa è gente che viene qui e porta lavoro, come ha fatto fino ad oggi. Non vengono per portare via i monti. E questo chi è del settore e li conosce lo sa. Ecco perché qui a Carrara di scandali non ce ne sono stati».

Il gruppo Cpc Holding ottiene quindi anche la “benedizione” di uno degli imprenditori storici del settore lapideo apuano. Dopo aver incassato - grazie al piano industriale che privilegia la filiera - quella del sindacato e delle istituzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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