Sicurezza
Provincia, il Pd va in frantumi
Una lista per Buffoni e una per Volpi, partito spaccato, giunte in bilico e rischio commissariamento
MASSA CARRARA. Esplode il Pd apuano. La scelta del candidato alla presidenza della Provincia si trasforma in una resa dei conti “totale” e – probabilmente – definitiva per il controllo del partito a livello locale. Renziani contro cuperliani, nuovo contro vecchio, rigoniani contro volpiani, lunigianesi contro costieri; apparato contro civismo; partito regionale contro quello provinciale. Più che spaccato, il partito appare vicino alla frantumazione. E al commissariamento.
La rottura si consuma domenica mattina. Quando lo spezzone di partito che controlla saldamente la segreteria e che fa riferimento al deputato Andrea Rigoni fa la sua proposta finale: sì alla elezione del sindaco di Massa Alessandro Volpi in Provincia in cambio del via libera alla ricandidatura di Loris Rossetti (vicino a Rigoni) al consiglio regionale. “Noi accettiamo un candidato alla Provincia di costa, voi accettate un lunigianese in Regione”, è il ragionamento. I volpiani non ci stanno, e, a quel punto, salta tutto. La segreteria provinciale, guidata Cesare Leri si riunisce e indica Narciso Buffoni, sindaco di Montignoso, come candidato del centrosinistra alla Provincia. Sono i componenti massesi della segreteria Lara Venè e Cesare Ugolotti tra i più spietati a bocciare Volpi. L’altro fronte reagisce. Contesta come violazione palese delle regole questo passaggio. “Non poteva e non doveva essere la segreteria, bensì la direzione provinciale del partito, a scegliere il candidato”, tuona la carrarese Patrizia Conti, che firma, assieme ad altri 11 renziani, un ricorso d’urgenza alla commissione di garanzia regionale.
Ma la macchina elettorale è ormai lanciata. Ieri mattina, al termine di una drammatica riunione, il gruppo pd di Massa dà il via libera alla contro-candidatura di Volpi. A sostegno del sindaco, non solo i neo iscritti provenienti dalle liste civiche, e non solo i renziani come Dina Dell’Ertole e Giacomo Bugliani, ma anche piddini “storici” come Stefano Alberti, Giovanni Giusti, Domenico Ceccotti, protagonista, quest’ultimo, di un vivace alterco con la capogruppo Elena Fruzzetti schierata per Buffoni. Intanto, anche il Psi, visto che l’accordo di centrosinistra che prevedeva un listino con 7 piddini, 2 socialisti e uno di Sel è saltato, presentano la loro lista di candidati consiglieri. Riservandosi di appoggiare, dice il segretario regionale Graziano Cipriani, “il candidato ufficiale che esprimerà il Pd”.
A questo punto ci sono tre liste diverse del centrosinistra in gara. Almeno fino a ieri. Perchè l’ufficio elettorale deve ancora esprimersi sulla ammissibilità delle liste e pare che su due di esse, proprio quelle del Pd pro Volpi e dei socialisti, presentino vizi formali tali da metterne in discussione la validità. La decisione in merito è attesa per stamani.
Nel pomeriggio di ieri, poi, la segreteria regionale del Pd, guidata dal renzianissimo Dario Parrini (il quale aveva “benedetto” l’accordo su Volpi) invia una durissima nota (vedi articolo a fianco) in cui condanna come “illegittimo” il modo in cui il partito apuano ha scelto le candidature, cioè “ignorando l’obbligo di convocare la direzione territoriale”. Per questo il Pd regionale vieta ai “pd per Buffoni” di utilizzare il simbolo del partito (simbolo che neanche la lista pro Volpi utilizzerà). E per questo annuncia “provvedimenti” sul caso. Il che significa: commissariamento. Ma sono possibili ripercussioni anche sulle giunte municipali di Massa e di Carrara. A Massa il gruppo consiliare si è spaccato e così quello di Carrara (con 4 componenti per Volpi e 4 per Buffoni). Non solo: due assessori massesi (Berti e Carioli) e almeno uno carrarese (il vicesindaco Vannucci) avrebbero scelto Buffoni e il rischio che lo scontro si rifletta sulle maggioranze delle due città è reale.
Se il quadro non cambierà, dunque, il 12 ottobre il voto “di secondo livello” per la Provincia si trasformerà in una “redde rationem” che potrebbe cambiare definitivamente il volto del partito democratico apuano. Partito di cui tutto si può dire meno che sia un partito unito.
Claudio Figaia
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