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Il caso Nca

Di Maria: «Ecco perché non ho firmato l’accordo»

Di Maria: «Ecco perché non ho firmato l’accordo»

CARRARA. La lettera di licenziamento, datata 6 settembre, gli è stata recapitata martedì 16: parla Gianni Di Maria, Rsu Uilm Uil di Nca, licenziato dai Nuovi Cantieri Apuania. «Sono addolorato perché...

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CARRARA. La lettera di licenziamento, datata 6 settembre, gli è stata recapitata martedì 16: parla Gianni Di Maria, Rsu Uilm Uil di Nca, licenziato dai Nuovi Cantieri Apuania. «Sono addolorato perché sicuro di non aver mai tenuto alcun comportamento contrario agli interessi dell’azienda e dei miei colleghi» racconta il delegato sindacale. Due settimane fa, l’accordo siglato tra proprietà, sindacati e istituzioni sembrava aver chiuso, positivamente, il caso dei 4 dipendenti sanzionati per questioni disciplinari: adesso il destino della Rsu di Uilm prende una strada diversa da quella dei tre colleghi. Il caso sembrava risolto già da una decina di giorni, e più precisamente da quando, venerdì 5 settembre, istituzioni locali, sindacati e i vertici di Nca avevano annunciato “pace fatta” sui provvedimenti della proprietà nei confronti di 4 dipendenti. La vicenda, è quella dei due addetti alla portineria, licenziati in tronco per questioni disciplinari, e delle due rsu, raggiunte da contestazioni destinate, nel giro di pochi giorni a sfociare anch’esse nell’allontanamento dal lavoro. Dopo una serie di mobilitazioni da parte dei dipendenti – presidi, scioperi e una manifestazione per le strade di Marina di Carrara - l’intervento della politica locale e delle istituzioni, dal municipio alla Regione Toscana, al termine di una trattativa durata per quasi 48 ore consecutive, la proprietà di Nca aveva acconsentito a derubricare le sanzioni comminate, trasformandole in provvedimenti disciplinari con l’imposizione di due giorni di astensione dal lavoro ai quattro dipendenti coinvolti che, dal canto loro, rinunciavano nero su bianco a ricorrere alle vie legali. Tutto risolto? Evidentemente no, visto che martedì 16, Gianni Di Maria, Rsu di Uilm-Uil ha ricevuto la lettera di licenziamento dal cantiere, datata 6 settembre. Un provvedimento che arriva a seguito della sua “marcia indietro” rispetto alla firma dell’accordo. «In un primo tempo Nca mi ha proposto un accordo con il quale, per rientrare al lavoro, avrei dovuto ammettere responsabilità che ritengo di non avere, ma soprattutto l’azienda pretendeva la sottoscrizione da parte di tutti per definire la questione» racconta Di Maria, spiegando che la sua decisione « avrebbe segnato il destino di altre persone».

In sostanza, secondo Di Maria, l’azienda avrebbe preteso la firma di tutti e quattro i lavoratori coinvolti, pena l’annullamento dell’accordo. «In seguito Nca ha modificato questa posizione, separando le trattative – aggiunge il delegato Uilm, raccontando che i suoi colleghi «facendo ammissione di alcuni comportamenti hanno ottenuto la trasformazione del licenziamento in giorni di sospensione».

Un compromesso a cui Di Maria è rifiutato di scendere: «Se devo lasciare Nca voglio che sia un magistrato, con una sentenza, a dirmi come e dove ho sbagliato, oppure se a sbagliare è stato qualcun altro» afferma il lavoratore che si dice «addolorato perché sicuro di non aver mai tenuto alcun comportamento contrario agli interessi dell’azienda e dei miei colleghi».

«Pago con il licenziamento il solo fatto di avere denunciato, nei limiti della corretta attività sindacale, le mancanze all’interno del cantiere – conclude Gianni Di Maria, precisando che il suo «unico obiettivo» era «ottenere la sicurezza sul luogo di lavoro».

(C.C.)

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