Sicurezza
Servizi scolastici non pagati recuperati 35mila euro
SARZANA. Il Comune di Sarzana controlla costantemente i pagamenti dei servizi scolastici da parte delle famiglie. C’è chi è ion regola con le scadenze e chi invece ritarda nei versamenti, per cui il...
SARZANA. Il Comune di Sarzana controlla costantemente i pagamenti dei servizi scolastici da parte delle famiglie. C’è chi è ion regola con le scadenze e chi invece ritarda nei versamenti, per cui il Comune deve intervenire. E l’amministrazione ha recuperato 35mila euro rispetto alle somme risultate non pagate, fra servizio mensa, trasporto scolastico ed asilo nido, negli anni dal 2009 al 2013.
I 35mila euro sono ora entrati nelle casse comunali. In poco più di sei mesi gli uffici hanno infatti recuperato una buona fetta dell'ammontare totale dei mancati pagamenti, pari a 96mila euro, «in coerenza con l’intento non soltanto dichiarato, ma attuato, di dare un nuovo corso alla politica tributaria e delle entrate del nostro Comune – dicono il sindaco Alessio Cavarra e l'assessore alla pubblica istruzione Ravecca-. Abbiamo posto in essere una politica che presuppone una maggiore attenzione e vicinanza al contribuente, una certa disponibilità a riscontrare le sue esigenze in termini di modalità e tempi di pagamento, ma anche un necessario rigore nella riscossione di somme dovute per servizi erogati».
Dopo la prima esperienza “emergenziale” dell’inverno scorso, in cui il settore pubblica istruzione aveva inviato gli avvisi di riscossione, tramite il concessionario, senza una fase intermedia di avviso bonario a causa dei tempi di prescrizione, l'ufficio scuola ha adottato una sua modalità di rapporto con le famiglie che usufruiscono dei servizi scolastici.
Al termine di ogni anno scolastico, all’incirca entro il mese di ottobre, il servizio comunale procede alla verifica definitiva delle singole posizioni ed invia una comunicazione estremamente circostanziata alle famiglie chiedendo di saldare le somme indicate, oppure di rivolgersi al referente comunale per qualsiasi tipo di informazione.
Viene dato un termine per il pagamento, che supera anche i 6 mesi di tempo, dopo il quale si avvisa che l’ufficio potrà procedere alla riscossione coattiva.
«E’ una sistema che sta funzionando molto bene – ribadisce l’assessore Ravecca – e che abbiamo adottato anche per i solleciti degli ultimi due anni scolastici, per i quali non avevamo l’incombenza della prescrizione.
Le famiglie evidentemente sono più sensibili alle comunicazioni bonarie inviate direttamente dal Comune e, la maggior parte delle volte, pagano senza contestazioni oppure si rivolgono all’ufficio per informazioni sulle rateizzazioni o le esenzioni».
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