La manifestazione
L’ultimo saluto a Cirelli combattente partigiano
Cerimonia laica ieri a Villafranca per “Raffica” (il suo nome di battaglia) militante della brigata Borrini e negli anni Ottanta presidente della Provincia
Bandiere rosse, fazzoletti partigiani, lacrime e ricordi ieri ai funerali di Costantino Cirelli. Il combattente partigiano, morto a 91 anni nella sua abitazione di Filetto, è stato salutato da un corteo di 3-400 persone che ha seguito l’ultimo viaggio del combattente partigiano, dalla sua abitazione di Filetto, al cimitero di Villafranca. Stretti attorno al figlio e ai parenti, molti sindaci dei comuni lunigianesi, militanti e quadri dell’ex Pci, il commissario straordinario della Provincia di Massa Carrara Osvaldo Angeli; tanti amici e compagni con il fazzoletto rosso al collo.
Una cerimonia laica, senza preti e senza messa, dunque, per “Raffica” (questo il suo nome di battaglia durante la Resistenza), una figura importante della storia recente della Lunigiana e della terra apuana.
Durante la Resistenza, Cirelli militò nella brigata Tosi, poi nella Ulivi comandata da “Memo” Brucellaria, infine nella Borrini. Con il nome di battaglia di “Raffica”, Cirelli fu protagonista di azioni eclatanti. Con la brigata Ulivi, partecipò all’attacco alle truppe naziste a Bardine di San Terenzo che si concluse con l’uccisione di 16 soldati tedeschi. Fu in risposta a questa battaglia che le truppe del maggiore Reder, pochi giorni dopo, eseguirono la orrenda rappresaglia sulla popolazione civile di San Terenzo: 160 civili uccisi a freddo, tra i quali molte donne, anziani e bambini. Nel dopoguerra Cirelli entrò nel Pci e fu presidente della Provincia di Massa Carrara dal 1980 al 1985; fu segretario del partito comunista in Lunigiana e presidente onorario dell’Anpi. Negli anni Novanta fu indagato dalla procura di Massa per un episodio legato alla lotta antifascista e alla “guerra civile”: l’uccisione di don Giuseppe Lorenzelli, parroco del paese di Compione, avvenuta nel febbraio del 1945, ma venne poi prosciolto da ogni accusa.
L’orazione funebre è stata tenuta da Giorgio Mori, presidente dell’Anpi, seguito dall’ex deputato Fabio Evangelisti e da una giovane esponente dell’Anpi. La bara, portata a braccia per alcuni tratti, è stata coperta dallo stendardo rosso della Brigata Borrini.
Con Costantino Cirelli se ne va un pezzo della storia partigiana.
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