Attenzione
L’antenna è abusiva ma nessuno la toglie Il giallo del Carchio
I 5 Stelle cercano di capirne di più sulle responsabilità Ma in Comune non è chiaro se sia in corso una sanatoria
MONTIGNOSO. Perché quell’antenna non è stata demolita? È abusiva o è in corso una sanatoria? Cosa ha intenzione di fare il Comune per valorizzare il territorio? È ciò che si chiede il Movimento Cinque Stelle sulla situazione nel Monte Carchio, dove sono installate numerose antenne radio-televisive. Una di queste, però, potrebbe essere abusiva. Il condizionale è d’obbligo dal momento che sul tema vige la più totale confusione, tra chi sostiene che doveva essere demolita già da tempo e chi invece ritiene che sia in corso una sanatoria. Tutto parte da una richiesta di chiarimenti del movimento.
«Ci sembrava una situazione poco chiara e disgustosa - spiegano - e volevamo capirne di più. Capire - aggiungono - come sia stato permesso di creare uno scempio del genere in un’area contigua a un Geoparco Unesco: un parco di antenne - sintetizzano - nel Parco delle Alpi Apuane». I grillini hanno quindi chiesto spiegazioni all’ente parco, alla polizia municipale e allo stesso ufficio comunale. Da qui i sopralluoghi dei vigili, le ricerche e le conclusioni. Leggendo le relazioni del parco e dei vigili si scopre che uno dei manufatti in muratura, con relativi tralicci, intestato alla Ma.Gi Elettronica è stato installato nella zona senza permessi. Motivo per cui ci sono stati una denuncia, un processo e una sentenza passata in giudicato. Il Tribunale di Massa ha condannato, nel 2008, il titolare della ditta a due mesi di arresto e a una multa di 16mila euro, oltre alla demolizione del manufatto abusivo e del ripristino ambientale del territorio dove è installato. Nel 2009 la ditta ha fatto ricorso al Tar, perdendolo. Ad oggi l’antenna non è stata demolita. L’ufficio edilizia privata ha risposto al M5s facendo sapere che, per quanto riguarda il manufatto in questione, è in corso una pratica edilizia di sanatoria e ristrutturazione. «Una risposta - commentano dal movimento - che non chiarisce come sia possibile che dal 2008 ad oggi non sia mai stato demolito. Sostiene che è in corso la sanatoria, ma dice anche che è sospesa in quanto risulta ancora in “atti la documentazione richiesta prevista dal regolamento comunale degli impianti di telecomunicazione”. Qualcuno deve spiegarci meglio cosa sta succedendo». Anche Il Tirreno ha provato a capirne di più, ma dopo varie telefonate rimbalzate da un ufficio all’altro del Comune senza ricevere risposta, non è riuscito a fare luce sul caso. Non è chiaro quindi se l’antenna debba o meno essere demolita e, se sì, chi debba farlo. «È una situazione poco chiara», dicono i pentastellati, come poco chiaro, secondo il movimento, è il progetto di riqualificazione del Monte Carchio lanciato oltre un anno fa dall’assessore all’ambiente, Andrea Gabrielli, e alla ricerca adesso di fondi. «Non è nemmeno chiaro - chiosano - se questa amministrazione abbia intenzione di valorizzare quel territorio, o se cerchi fondi per sistemare magari solo una strada, a beneficio di pochi. Si parla di una scuola del marmo e di una somma da determinare che forse potrà essere data dalla Fondazione Telecom. In parte da Campolonghi e poi Bruxelles. Il tutto in un quadro alquanto confuso dal punto di vista finanziario, per determinare una effettiva fattibilità di un progetto sicuramente milionario, che chiediamo ci venga sottoposto nelle sedi istituzionali. A Montignoso abbiamo già visto progetti “meravigliosi”, tipo la cittadella dello sport oggi incompiuta».
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